Da tempo ormai risulta chiaro come la classica divisione dicotomica di genere non sia più sufficiente a descrivere la varietà del sentire umano a proposito non solo dell’orientamento sessuale, ma anche della percezione del proprio corpo e della propria psiche.

Insomma “maschi-femmine” è una categorizzazione basica e obsoleta; e se nel codice fiscale non sono previste altre possibilità, così come nella burocrazia ufficiale, c’è un mondo dove le cose sembrano poter cambiare: quello virtuale, che avrà poco di ufficiale, ma che sta diventando sempre più vicino al reale che all’inconsistente.

Su Facebook, al suo decimo compleanno, sarà possibile d’ora in poi scegliere fra generi diversiscelti in collaborazione con la GLAAD (Gay & Lesbian Alliance Against Defamation), realtà che si occupa dei diritti delle persone bisex, lesbiche, gay, transessuali, transgender. Attenzione però, soltanto gli utenti americani avranno questa facoltà per il momento.

Il profilo Facebook americano lascerà poi una facoltà in più legata alla privacy, facendo scegliere agli utenti quali amici potranno visualizzare il genere scelto; dettaglio da non trascurare, perchè indicatore di quanta discriminazione dilaghi ancora fra i dicotomici “ufficiali”.

Tutto questo potrebbe essere considerato irrilevante o addirittura irrisorio, dato che Facebook fra tre anni scomparirà (chi ci crede?!?) e che si tratta pur sempre di una realtà come detto puramente virtuale; io penso invece che sia un buon passo in avanti, perchè la differenza fra i due mondi è ormai quasi insignificante.

Il virtuale influenza e spesso si sostituisce al reale, giusto o sbagliato che sia; e Facebook è ormai una delle realtà che più ci identifica a livello sociale nel quotidiano.

Questo non significa che nel mondo reale abbiamo accettato la varietà di genere. Affatto. Anzi: nel nostro Paese in particolare temo che nemmeno Facebook arriverà a tanto. E il problema è sempre lo stesso: la facilità con cui chiudiamo gli occhi per non vedere, per non essere costretti a conoscere qualcosa di diverso, per non accettare ciò che in qualche modo ci fa paura. Sarebbe ora di crescere, al di là del maschio e della femmina. Sarebbe ora di crescere come “genere” umano.

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