Dopo essere stato presentato in concorso al Festival Internazionale del Cinema di Berlino arriva nelle sale italiane Promised Land, la nuova pellicola diretta da Gus Van Sant e intepretato da Matt Damon (co-sceneggiatore del film assieme a John Krasinski) che li vede riuniti insieme dopo 15 dall’uscita di Will Hunting – Genio Ribelle affrontando il tema del fracking.

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La sceneggiatura è tratta da un racconto di Dave Eggers e nel cast accanto a Matt Damon ritroviamo anche John Krasinski, Frances McDormand, Hal Holbrook e Rosmarie DeWitt.

Nel film Matt Damon interpreta Steve Butler, ragazzo di campagna divenuto un agente di vendita in carriera di una grossa compagnia energetica. La sua vita però prende una piega inaspettata quando viene inviato dall’azienda in una piccola città, McKinley, con la collega Sue Thomason (il premio Oscar Frances McDormand). La città è stata colpita duramente dalla recente crisi economica degli ultimi anni e i due consumati agenti di vendita credono che i cittadini di McKinley accetteranno facilmente  l’offerta della azienda per cui lavorano – decisa a ottenere i diritti di trivellazione sui terreni di loro proprietà – come sollievo alle loro difficoltà economiche. Ma quello che sembrava un lavoro facile e un breve soggiorno diventa ben presto per i due un complicato groviglio, sia da un punto di vista professionale – per l’invito a considerare l’implicazione dell’offerta sulla comunità da parte di un rispettato maestro di scuola Frank Yates (il candidato all’Oscar Hal Holbrook) – sia sul versante personale, per l’incontro di Steve con Alice (Rosemarie DeWitt). E quando Dustin Noble (John Krasinski), uno scaltro attivista ambientale, interviene improvvisamente la posta in gioco, sia personale che professionale, salirà al punto di ebollizione.

Promised Land sembra ruotare attorno alla assai controversa pratica del “fracking” – l’estrazione del gas naturale – ma come testimoniano le parole di Matt Damon:

«La questione più interessante del film è proprio vedere una comunità di fronte a una scelta, comunque difficile in tempi di grande depressione.»

Il film è in primo luogo il racconto di ciò che accade quando le persone sono costrette a confrontarsi con i soldi e con decisioni epocali che potrebbero cambiare il loro futuro per sempre. Per scrivere la sceneggiatura i protagonisti del film si sono avvalsi di numerose storie documentate di persone che sono diventate letteralmente milionarie dal giorno alla notte con l’attività di fracking sulle loro proprietà ma che hanno dovuto fare i conti anche con i possibili “effetti collaterali”

Il film affronta la crisi economica da un punto di vista diverso dal solito. Mostra gli escamotage utilizzati delle grandi multinazionali per aprirsi nuovi mercati e nuove possibilità di guadagno, e come in tempi di crisi si possa strumentalizzare la comunicazione e la fiducia delle persone bisognose disposte a tutto pur di migliorare la loro condizione di vita precaria.

I personaggi, costruiti in maniera realistica, diventano lo specchio di persone reali con cui lo spettatore può facilmente identificarsi.

Promised Land è un film che aiuta a ricordare che in tempi di crisi globale c’è  chi cerca di fare i propri affari ai danni di persone il cui problema principale è la sopravvivenza. Ma come accade nella pellicola, coloro il cui scopo è l’annientamento dell’altro per il profitto personale, devono fare i conti con l’unico bene piu’ morale che economico che anche in tempo di crisi non può essere sottratto: la dignità umana.