Tra pochissimi giorni ci sarà la scadenza del termine massimo previsto del governo per il pagamento dell’Imu.

Il 18 giugno tutti gli italiani che possiedono una o più case dovranno risultare in regola coi pagamenti da effettuare secondo le modalità previste (modulo F24 da pagare in banca o alle poste).

L’Imu è stata una delle tasse previste dal Decreto Salva Italia che ha generato più critiche  e proteste che sono arrivate sia dai politici, che da i cittadini che dalle associazioni di consumatori.

Il problema più grande, a parte il fatto che questa nuova tassa è un ulteriore salasso per le tasche degli italiani, è che non c’è ancora chiarezza su quanto si dovrà pagare e sulle possibili esenzioni. A chiedere un rinvio della scadenza di almeno un mese (che slitterebbe così alla metà di luglio, quando sono previste anche le scadenze Irpef) sono i CAF, i centri di assistenza fiscale, che si sono trovati in questo periodo presi d’assalto dai cittadini che hanno dovuto calcolare l’importo dell’Imu sugli immobili posseduti.

I CAF, oltre a lamentare la mole di lavoro aggiuntivo da sbrigare in poco tempo, sono in difficoltà soprattutto per il fatto che molti comuni non hanno ancora comunicato quali saranno le aliquote da applicare.