I dati sono sempre più allarmanti, la percentuale di donne che si prostituiscono per far fronte alle spese sale di giorno in giorno. Si pensa alla prostituzione come mezzo per ottenere un guadagno facile e veloce con quello che si ha, cioè il proprio corpo.

Purtroppo, le donne in questione non sono solo coloro che non riescono ad arrivare a fine mese, e si aiutano con “il mestiere più vecchio del mondo” cercando di pagare le bollette, ma sempre più ragazze giovani vendono il proprio corpo in modo da pagarsi gli studi.

Ad accrescere questi dati si aggiungono ragazzine, il più delle volte minorenni, che attraverso scatti in pose sexy e non solo, cercano di ottenere abbastanza soldi per fare una ricarica al cellulare.

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Incredibilmente, c’è anche chi è d’accordo con questo fenomeno: un sondaggio, lanciato dal sito Studenti.it, ha rivelato che il 30% dei partecipanti considera la prostituzione una buona alternativa nel momento in cui mancano i soldi per studiare, o non sia possibile trovarsi un’occupazione che renda il minimo indispensabile.

Tuttavia, il fenomeno non interessa solo l’Italia, ma anche altri paesi europei come Francia e Inghilterra, anche se in misura molto minore.

Secondo un’inchiesta condotta nel 2006, nel nostro paese il 21% delle studentesse si pagava l’Università utilizzando il proprio corpo, percentuale già abbastanza rilevante se pensiamo che allora ancora non erano stati attuati i tagli dei fondi agli atenei e alle borse di studio. Ora la percentuale secondo i calcoli dovrebbe aumentare in maniera allarmante.

A tal proposito è intervenuta l’europarlamentare dell’IDV, Sonia Alfano, che ha commentato il sondaggio nel corso di un programma televisivo, sostenendo il fatto che attraverso queste riforme di tagli, messe in atto da Mariastella Gelmini, molte ragazze saranno invogliate a scegliere una soluzione simile per non gravare sui genitori i costi dei libri, dei viaggi, delle rette, degli appartamenti.

Marta Ferrucci, responsabile dei contenuti editoriali di Studenti.it, dichiara che andando avanti di questo passo, non solo aumenterà la prostituzione nel periodo universitario, ma anche quella post-laurea.

Il problema non è dato dal fatto che non si può fare nulla per scoraggiare le giovani, e la questione è davanti agli occhi di tutti ma tutto rimane fermo. Ci chiediamo allora, va bene a tutti mantenere questa situazione?