Avrebbe dovuto essere una protesta pacifica quella attualmente in corso a Roma fra le fila degli indignati dalla politica e dalla {#crisi economica}, ma come vuole ormai il copione si è trasformata in un grande atto di vandalismo. I manifestanti pacifici, la maggior parte dei presenti, è stata infatti sopraffatta dal solito gruppo di black bloc che, svincolati dalla consapevolezza non solo civica ma anche politica, hanno deciso di infuocare lo scontro.

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Dal corteo si è infatti distaccata una piccola compagine di uomini vestiti interamente di nero, con il tipico passamontagna d’ordinanza, che ha deciso di infrangere vetrine, incendiare automobili parcheggiate, distruggere e saccheggiare sportelli dei bancomat. Il tutto, sotto l’occhio vigile della polizia che, secondo le prime testimonianze del Corriere della Sera, sarebbe inspiegabilmente intervenuta solo negli attacchi di più grave entità, come quello attualmente in corso in Via Cavour.

E così la manifestazione, quella coordinata da più di 2.000 indignati pacifici, volenterosi e, soprattutto, rispettosi della legge e delle proprietà pubbliche e private, si è trovata a essere identificata come la “comunità degli altri“, perché la loro protesta ha perso rilevanza sui media a causa degli atti intollerabili dei soliti disturbatori. Sono in tanti, provenienti da ogni città italiana e organizzatisi con pullman, treni e aerei. Sono una popolazione di bandiere multicolore e bipartisan, che si dice unita per il cambiamento, che pretende equità economica”, giusti trattamenti sul lavoro e la doverosa serietà della politica, ultimamente troppo attenta agli scandali che ai reali bisogni dei cittadini.

Un movimento che, proprio oggi, è contemporaneo a tante proteste in tutta Europa, dove la popolazione richiede una maggiore attenzione da parte delle potenze politiche, perché la crisi economica e finanziaria non può pesare solo sulle spalle dei più deboli, con i soliti magnate che ne approfittano per fare profitto sulle spalle di lavoratori già allo stremo delle forze. «Noi la crisi non la paghiamo» il loro motto.

I loro sforzi, tuttavia, rischiano di essere assolutamente vani. Della protesta di Roma, infatti, rischia di essere tramandata sulla stampa e soprattutto in TV solo la frangia estrema, quella che probabilmente non ha nulla a che fare con la varia umanità, dai giovani ai pensionati, lì presente. Ci si chiede se sia davvero necessario mettere sotto scacco una città per ottenere una risposta politica e, soprattutto, se i proprietari delle auto incendiate e dei negozi distrutti non soffrano a loro volta la crisi. Gli automuniti e i commercianti sono esenti dalle preoccupazioni dell’economia globale? Di certo ad esserne esenti sono i black bloc, perché chi è davvero oberato dalla povertà mostra più rispetto per il valore delle cose, siano esse private o di pubblico utilizzo.

Fonte: Corriere della Sera