Protesta dei forconi in Sicilia

Movimento dei forconi
Continuano le proteste in Sicilia del Movimento dei forconi

La protesta dei forconi in Sicilia continua e andrà avanti fino alla notte di venerdì. Lo affermano i rappresentanti del movimento, denominatosi “Forza d’urto” e composto da autotrasportatori siciliani aderenti all’AIAS, da agricoltori del “Movimento dei forconi” e da pescatori isolani. Le richieste sono di riduzione dell’imposte sui carburanti e di blocco degli aumenti per le tariffe autostradali.

Protesta dei forconi che inizia a produrre effetti devastanti in Sicilia, tanto da scatenare l’opposizione delle altre sigle sindacali oltre che la rabbia di automobilisti e cittadini siciliani.

Oltre al peso della crisi economica, le scorte nei supermercati cominciano a esaurirsi a causa dei blocchi imposti ai caselli autostradali, così come le forniture di carburanti ai benzinai. Alcuni distributori hanno dovuto esporre cartelli riportanti la scritta “esaurito”, provocando in certi casi le accese proteste dei siciliani al volante. Un accoltellamento è avvenuto vicino a Lentini, provincia di Catania, dove un venditore ambulante di frutta catanese ha colpito al volto un bracciante lentinese che voleva impedirgli di forzare il blocco dei manifestanti.

La protesta però come detto non si ferma, forconi e tir intendono bloccare la Sicilia ancora fino alla notte di venerdì. Respingono però allo stesso tempo le etichettature politiche, arrivate nelle ultime ore dopo la diffusione dei rapporti di alcuni leader con il gruppo politico di estrema destra “Forza Nuova”. Questo le dichiarazioni di uno dei leader della protesta dei forconi, Martino Morsello, 57 anni, assessore di Marsala dal 1980 al 1993:

«Noi siamo apartitici. Siamo un movimento di lavoratori dell’agricoltura, del commercio e dell’artigianato, formatosi per avere più forza per colloquiare con le istituzioni e avere risposte a legittime richieste. Siamo contro il sistema politico-burocratico che si autogestisce per creare clientelismo e soddisfare le proprie esigenze di autoperpetuazione».

Nel frattempo anche i partiti cominciano a intervenire sulla delicata questione siciliana. Secondo Giovanni Burtone, parlamentare PD, necessari “opportuni interventi in favore dei produttori agricoli e degli autotrasportatori”:

«Il governo regionale e quello nazionale convochino subito i manifestanti e intervengano per bloccare la protesta che rischia di mettere in ginocchio la Sicilia».

Il vice coordinatore nazionale di FLI Fabio Granata sottolinea come nel corso degli anni, pur raffinando ingenti quantità di greggio, lo Stato non abbiamo saputo ottenere guadagni o sgravi sui costi dei carburanti:

«La politica deve fare autocritica poiché, dopo anni, non siamo mai riusciti a ottenere sgravi sui costi dei carburanti e piena applicazione delle previsioni statutarie sui versamenti dei tributi sul territorio. Oggi scoppia la rivolta e, al di là dei metodi, non possiamo fare finta di nulla o minimizzarla, ma farci carico di un’azione politica nei confronti del governo».

Fonte: Il Messaggero

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Tag: crisi economica, Sicilia
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