Dunque, dunque… recentemente, in uno dei miei rari momenti di insonnia, ho acceso il mio Pc e sbirciando qua e là facendo “web surfing” mi sono imbattuta in un’ondata di post e articoli che parlavano, complice la bella stagione, di “prova costume”. Già… la tanto odiata o amata, a seconda delle proprie condizioni fisiche, prova costume.

C’è chi l’attende con ansia per mostrare il proprio fisico super scolpito, allenato con tanto amore e dedizione durante tutto l’anno, e c’è chi invece vorrebbe sprofondare nel più buio degli abissi pur di non scoprire neanche un angolino del proprio corpo, consapevole del fatto che non farebbe proprio un figurone.

Il detto: “non è bello ciò che è bello ma è bello ciò che piace” è una mera consolazione per i pigri, per quelli che sanno, forse, di aver commesso qualche peccato di gola di troppo.

Inutile dire che siamo schiavi della società, del fashion e delle icone di bellezza che la tv ci propone… noi siamo schiavi del fatto che: asciutte (e non ho detto magre né anoressiche), toniche, senza cellulite è più bello. Punto. C’è poco da fare.

Non è questione di immagine, di emulazione o di omologazione. È una questione visiva, ottica, che naturalmente è resa più piacevole dal momento in cui davanti agli occhi ci si palesa una figura armoniosa e soda (foto by InfoPhoto).

Ci sono persone per le quali “la prova costume” è tutto l’anno. Una di queste sono Io. Non me ne vergogno e non vivo in palestra ma faccio semplicemente ciò che mi aiuta a tenermi in forma. Perché mi piace. Una standing ovation va anche, lo ammetto, al mio “best friend” metabolismo che dall’età di sedici anni non mi ha mai deluso.

Salvo chi ha seri problemi di salute, argomento da non sottovalutare, per me è inconcepibile non fare nulla e lamentarsi… e già che ci sono, sfoggio un altro detto (giusto per cadere nella banalità): “volere e potere”.

Io non sopporto, e ripeto non sopporto, le fanciulle un po’ in carne che si abbuffano tutto l’inverno e che il massimo del loro movimento è quello che va dal divano al letto e dal letto alla toilette e che poi hanno anche il coraggio di lamentarsi e di vergognarsi a mostrarsi in costume al mare, d’estate in spiaggia.

Sono quelle che vivono col pareo e che dicono che le donne “formose sono le vere donne” e che gli uomini altrimenti “non saprebbero cosa toccare”. Ma fatemi il piacere!… un conto è essere formose, accettare i propri difetti e rassegnarsi al fatto che la perfezione, quella assoluta e millimetrica, non esiste… ma un’altra cosa è non fare nulla, e dico nulla, per migliorarsi, prendendosi cura di sé. Perché la verità è che non si piacciono nemmeno loro.

Questo non è un elogio alle magre, e non provate a dirmi che incito all’anoressia. Sto solo dalla parte del “SANO” e non mi risulta che il termine sano vada insieme a: grasso, sovrappeso, molle, cellulitoso. Tutto qui.

Come dico sempre: “aiutati che Dio ti aiuta”. Quindi basta piangersi addosso o nascondersi, datevi da fare.