E’ qui, è tornata. E dopo aver visto Harry Potter la cosa con cui la identifico meglio è un Mangiamorte. Eterea, sfuggente, buia, spettrale, si insinua nelle fessure della mente e nessuno sa bene il perchè. Eppure c’è, e soprattutto è pronta a giustiziarci senza pietà alcuna.

E’ la prova costume, puntuale appunto come la morte. Spietata come una creatura della notte. Antipatica come Voldemort. E paradossalmente brutta, proprio come il senza-naso.

Ogni anno si cerca un modo diverso, ma poi sempre uguale a se stesso, per affrontare il “problema”, come se fosse un’inevitabile questione di stato. C’è chi propone di abolirla (ma essendo inconsistente aleggia, non esiste: dunque non può essere eliminata); c’è chi lancia diete miracolose (quanto inutili); c’è chi propone i risultati di ricerche su sovrappesi vari (quest’anno siamo già in 4 su 10 a non averla superata la prova costume, manco fosse l’Invalsi).

Ora io mi chiedo: ci mettiamo il bikini misurando i centimetri per accontentare la società; ci facciamo multare se per caso sbagliamo a mettere un piede dalla spiaggia al lungomare senza un paravento, perchè al di sopra delle sabbie, si sa, si diventa tutti più sensibili; però davanti alla tv poi questa stessa sensibilità la perdiamo fra magliette bagnate alle 5 del pomeriggio e novelle Sharon Stone, prive di intimità, ma pregne di presunta perfezione fisica.

Il fatto è che stiamo riscrivendo la storia e non ce ne accorgiamo; o forse stiamo riscrivendo solo il vocabolario; perchè i concetti di paradosso e contraddizione a noi ci fanno un baffo: li rigiriamo su se stessi manco fossero piadine.

Tuttavia un modo per abolire la piaga sociale chiamata prova costume forse ci sarebbe. Eliminando il costume, l’unica “prova” tangibile di tutta la faccenda. Tanto del pudore ci vestiamo soltanto una volta risalite le scalette della spiaggia, per quel breve tratto fino al divano davanti al televisore.

Senza il costume forse avremmo tutti quanti modo di vergognarci di qualcosa, perchè di essere invece orgogliosi proprio non ne vogliamo sapere. E allora giustizia sarebbe fatta; centimetro più, centimetro meno.

La morale?!? Sta tutta qui:

 “Ognuno è un genio. Ma se si giudica un pesce dalla sua abilità di arrampicarsi sugli alberi, lui passerà l’intera vita a credersi stupido.”

Albert Einstein

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