E’ da quando sono piccola che sento mormorare di quanto il costume intero sia meglio del bikini per coprire vari ed eventuali difetti fisici in spiaggia; ora, da “grande”, mi tocca sentir dire (dai maschi oltre che dalle femmine pettegole) “hanno il perizoma anche quelle che non se lo possono permettere“.

Un paio di riflessioni mi sovvengono. La prima: ma che cavolo vuoi coprire in spiaggia?? Per definizione si tratta di un luogo per scoprirsi, per sentirsi liberi anche di mostrare o semplicemente per soffrire meno il caldo, tra pezzi di stoffa succinti e acqua. Dunque i fantomatici difetti fisici “da coprire” sarebbero anche troppi probabilmente, così tanti che non basterebbe nemmeno una muta da sub (e parlo per tutti, nessuno escluso!).

La seconda riflessione: chi stabilisce la privilegiata cerchia di coloro che “si possono permettere” un deciso bikini con tanto di brasiliana? Ci basiamo sui soliti canoni da passerella? No perchè in questo caso il 90% di noi in spiaggia dovrebbe andarci con il burqa.

Tralasciando poi le disquisizioni pseudo-filosofiche, mi sento di spezzare una lancia in favore delle taglie forti, che secondo il sentire comune partono dalla 44: non diamo retta a chi mormora “non te lo puoi permettere”, almeno in spiaggia. E per tutti coloro che non vogliono essere sottoposti a “supplizi visivi”, ricordo che esistono anche le vacanze in montagna.

Il costume intero o il mutandone della nonna non servono a nascondere eventuali rotoli, smagliature o celluliti, anzi; io rimarrò sempre del parere che certi tessuti (come quello del costume da bagno appunto) evidenzino ancora di più quelli che percepiamo come “difetti”.

La morale? Meglio una brasiliana che un pantaloncino. Chiamatemi folle, ma questa tesi la sosterrò fino a che l’ultimo immortale non mi taglierà la testa.

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