La storia solitamente si ripete; così come le mode, che resuscitano inesorabili dal passato senza un vero perchè se non la mancanza di fantasia degli stilisti.

Per l’estate 2013 sembra essersi risvegliato dalla tomba un redivivo che effettivamente trasmette lo stesso vago senso di avversione di uno zombie: il costume intero.

Pare infatti che dai risultati di ricerche e sondaggi vari, si sia evinto che le donne italiane fra i 18 e i 55  anni preferiscano indossare per la prova costume di quest’anno il famigerato redivivo, manco fossero tutte campionesse olimpiche.

Parlo in seconda persona perchè la questione non mi riguarda affatto: io non indosso zombie, nè tantomeno mi pare di aver vinto medaglie a stile libero. Rimarrò col mio caro, vecchio e forse passato bikini, con tanto di brasiliana, finchè la natura mi consentirà di non spaventare troppo gli astanti.

Ovviamente ognuno è libero di indossare ciò che vuole; ma non mi si venga a dire che il presunto ritorno in auge del costume intero sia indice anche di un ritorno al pudore. Perchè, se proprio vogliamo chiamarla in qualche modo, si tratta di vergogna indotta, la stessa per cui malediciamo i rotoli di troppo. In secondo luogo non è certo qualche centimetro in più di costume che ci salverà dal secondo girone dell’inferno.

Ma non credo che una ventenne bella e in forma sia così smaniosa di indossare un costume intero la prossima estate, nè di pensare al conseguente contrappasso; anche perchè la spiaggia, signori miei, è rimasto l’unico luogo in cui ipocrisie e contraddizioni sembrano non esistere; l’unico limbo in cui mostrarsi non è peccato, in cui il corpo (soprattutto femminile) non è demonizzato e dove non si percepisce volgarità legata al modo di vestire (attenzione che spostarsi di qualche metro cambia già tutta la situazione).

In spiaggia è come essere tutti uguali: donne, uomini, vecchi, bambini, belli e brutti; un calderone di difetti e qualità che non danno fastidio a nessuno. Se non ai sostenitori del ritorno al pudore, che vorrebbero trasformare anche l’ultimo baluardo dell’immunità morale, la spiaggia appunto, in un covo di turpi peccati da condannare. Il prossimo passo sarà il costume-burqa (solo per le donne ovviamente). Però in tv continuerà a perseverare miss maglietta bagnata alle 5 del pomeriggio. Siamo una manica di stolti; per di più col costume intero. Bah.

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