La prova costume distorce il modo in cui le donne percepiscono il loro aspetto. La bellezza peculiare del proprio fisico può facilmente scemare di fronte allo specchio, una volta indossato il costume e notati difetti su difetti, spesso più immaginari che reali e tangibili.

La prova costume, così, diventa ogni anno fonte di stress: le donne sembrano avere enormi difficoltà ad accettarsi per ciò che sono e a vedere la bellezza anche nei piccoli difetti.

Lo stress e l’ansia cui si va incontro indossando il costume da bagno, però, non sarebbero solo una fantasia o una fissazione: un team di ricercatori della Flinders University, in Australia, guidati dalla psicologa Marika Tiggemann, ha individuato le profonde motivazioni psichiche che scatenano tale disagio femminile di fronte allo specchio.

Tutto sarebbe causato da una distorsione del processo di auto-oggettivazione. L’auto-oggettivazione è quel processo attraverso il quale una donna impara a pensarsi come oggetto del desiderio altrui, processo strettamente legato al concetto di bellezza fisica. Nel caso della prova costume, la donna non si pensa come probabile oggetto del desiderio altrui, ma pensa al proprio corpo come un oggetto al pari degli altri, quasi estraniandosi.

Gli psicologi sono giunti a questa conclusione dopo aver proceduto ad alcuni test: le donne sottoposte all’esperimento, infatti, hanno provato disagio non solo immaginandosi in bikini in mezzo ad una spiaggia affollata, ma hanno provato smarrimento e stress anche immaginando di essere da sole davanti allo specchio nel momento della fatidica prova costume.

Lo studio ha inoltre sottolineato come il disagio svanisca quando la donna immagina di camminare per strada vestita con jeans e maglietta. Il costume da bagno, indubbiamente, mette a nudo, in ogni senso: tuttavia, bisogna pensare che gli specchi spesso restituiscono immagini deformate e non sempre il costume che si indossa ha il taglio adatto ad ogni fisico. Inoltre, non esiste un’immagine ideale di donna e le vip hanno gli stessi difetti delle donne “normali”.

Fonte: Ansa