Le future mamme potranno provare prurito sia nel secondo che nel terzo trimestre di gravidanza: se le analisi del sangue sono nella norma, non c’è niente di cui preoccuparsi. In questo caso, il fastidio è imputabile alla tensione cui è sottoposta la cute per via dell’accrescersi del pancione (sarà quindi sufficiente mantenere la pelle ben idratata) oppure agli ormoni della gravidanza (possono addirittura comparire delle bolle, ma il fastidio tende a regredire spontaneamente).

Se le analisi del sangue (transaminasi e acidi biliari) risultano invece alterate o il prurito risulta insopportabile, è necessario invece tenere sotto controllo la funzionalità epatica della gestante ed è consigliabile farlo durante un ricovero ospedaliero per poter ripetere in tempi rapidi i test di laboratorio, assoggettare la futura mamma a un regime dietetico privo di grassi e sottoporla se necessario a una terapia farmacologica. Contattate quindi il vostro medico di base o il vostro ginecologo: il fegato potrebbe non riuscire più a smaltire i sali o gli acidi biliari che, eliminati in modo incompleto, generano la sensazione di prurito: si tratta di un disturbo piuttosto raro che prende il modo di colestasi gravidica o ittero colestatico benigno.

Il disturbo è caratterizzato da prurito intenso al busto, al tronco (specie nella zona dell’ombelico), alle mani e ai piedi che si manifesta soprattutto di notte; solitamente non appaiono puntini rossi, ma nei casi più gravi-data l’alterazione della bilirubina-il colore delle urine può risultare più intenso e la pelle può diventare gialla.

La colestasi si tratta con una terapia a base di acido ursodessossicolico, il principio attivo che viene utilizzato per curare i calcoli alla colecisti. In associazione viene spesso usato un antistaminico e, nei casi di prurito più severo, un farmaco a base di cortisone. Per dare sollievo alla futura mamma è possibile utilizzare localmente pasta all’acqua o talco mentolato. Dopo la nascita del bambino, la neomamma dovrebbe considerare con maggiore attenzione la possibilità di prendere la pillola che potrebbe far sì che il problema si ripresenti.

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