Il corpo di una donna in stato interessate, nel corso della gravidanza subisce delle trasformazioni ,  fisiche e ormonali,  che sono all’origine di alcuni disturbi al quanto fastidiosi, uno di questi è il prurito.

Il prurito in genere fa la sua comparsa intorno alla 15/20esima settimana di gravidanza, quando i tessuti cutanei si tendono al massimo sia sull’addome che nel seno, a volte anche su cosce, glutei e braccia.

Anche se si tratta di un disturbo molto comune non bisogna sottovalutarlo perché non sempre a scatenarlo è una trasformazione fisica del corpo della gestante, ma può anche essere un campanello dall’arme, come: una forma allergica dovuta ad alcuni cibi,  una disfunzione del sistema epatico, patologie dermatologiche, colestasi epatica, (che comporta un accumulo di acidi biliari nel sangue, che, per motivi non ancora ben chiari, non si riescono a smaltire efficacemente) diabete gestazionale  o problemi di gestosi. Escludendo il prurito dovuto ad una trasformazione fisica, per tutte le altre cause  è indispensabile l’intervento di un medico specialista.

Indipendentemente dalla causa che scateni il prurito cutaneo  i rimedi che aiutano ad attenuarlo, possono andare dal talco mentolato a bagni con amido, fino a pomate a base di cortisone, per evitare che la futura mamma, grattando la pelle, possa procurarsi infezioni cutanee come l‘impetigine.

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