Sono più di un milione e mezzo gli italiani che soffrono di psoriasi: per questa patologia, però, presto potrebbe arrivare una nuova cura.

Una nuova arma sarebbe infatti in grado di andare a trattare i pazienti affetti dalla malattia infiammatoria a placche da moderata a severa che necessitano di una terapia sistemica: come spiegato dal presidente della Sidemast e professore ordinario di Dermatologia all’università di Verona Giampiero Girolomoni, questo nuovo farmaco avrebbe dimostrato di essere efficace – mantenendo una cute priva o quasi dalle lesioni – in otto pazienti su dieci, “rispetto al 57,6% ottenuto con le terapie oggi più efficaci”.

Secukinumab, questo il nome del primo anticorpo monoclonale utilizzato per combattere la psoriasi e presto in arrivo anche nel Bel Paese: questo, in particolare, è in grado di inibire una citochina, l’interleuchina-17A, definita da Girolomoni “cruciale nello sviluppo dell’infiammazione e nella patogenesi della psoriasi”. Questo perché “il profilo di sicurezza è estremamente favorevole. C’è stato un ampio sviluppo clinico tra studi di fase III e pratica clinica. Oggi in Europa si contano 8mila pazienti sotto trattamento”.

Positiva, inoltre, è la velocità di azione del farmaco: questa, spiega Girolomoni, “fa sì che già dopo un mese di terapia, che si somministra tramite iniezione sottocute, un paziente su due ha ottenuto il risultato di una pelle pulita” dimostrando un’efficacia nel tempo mantenuta fino a tre anni.

Il farmaco – targato Novartis – verrà affiancato poi da un’applicazione particolare che fornirà supporto sia ai pazienti sia alle figure professionali in questione (dermatologi): questa, in particolare, dovrebbe permettere allo specialista di fornire dei servizi aggiuntivi ai propri clienti specialmente circa la gestione della terapia e della patologia stessa.

Il farmaco, che sarà di classe H – e che prevede la dispensazione ospedaliera – dovrebbe presto ottenere il via libera da parte dell’Aifa attraverso la nuova pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale: un altro fattore positivo arriva dal prezzo in quanto, come spiegato da Gaia Panina, Head of Immunology & Dermatology Franchise di Novartis, dovrebbe entrare sul mercato “con un prezzo sovrapponibile a quello degli altri farmaci biologici attualmente in commercio, nonostante sia un’innovazione e sia stata dimostrata un’efficacia superiore”.