In gravidanza, più che di pubalgia, è corretto parlare di diastasi della sinfisi pubica (DSP): il pube, infatti, è composto da due ossa a formare la parte inferiore dell’osso iliaco e collegate fra loro da una articolazione piuttosto delicata che prende il nome di sinfisi pubica. Poiché in questa sede si innesta anche l’inserzione degli adduttori della coscia, è possibile che il dolore si irradi anche alle gambe rendendo difficili gesti quotidiani che diamo per scontati come allacciarci le scarpe, salire le scale o riposare bene. Ma perché questo disturbo si manifesta più facilmente in gravidanza?

Dal secondo trimestre in poi, il pancione inizia a pesare sul bacino; in più la futura mamma assume una postura con il baricentro spostato in avanti e il progesterone rende le articolazioni più lasse perché possano meglio adattarsi ai cambiamenti nel corpo della donna.

La DSP non deve creare alcuna preoccupazione per la salute della madre e del piccolo, ma si tratta certo di un fastidio che può però essere alleviato con una corretta terapia fisica: è consigliato rivolgersi a un bravo osteopata oppure iniziare un’attività in piscina dove, grazie alla spinta dell’acqua, il peso del pancione si riduce e i muscoli possono rilassarsi. In caso di necessità, è possibile consultare il proprio medico e farsi prescrivere un analgesico, per esempio a base di paracetamolo.

Fondamentale è il riposo. Evitate quindi di stare a lungo in piedi e, se necessario, concedetevi delle pause ogni mezz’ora; di notte un cuscino fra le gambe potrà aiutarvi a rilassarvi, mentre la mattina fate attenzione al modo in cui vi alzate dal letto: fatelo lentamente cercando di distribuire il vostro peso sempre equamente sulle gambe, mantenendole simmetriche e parallele.

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