Si può ridere e si può piangere. Un tempo le pubblicità facevano ridere: quando esisteva il Carosello, la gente si riuniva davanti a quella grande invenzione che era il televisore e sorrideva davanti a quelli sketch comici che regalavano un’intelligente leggerezza prima di andare a riposare le proprie stanche membra. Oggi, invece, le pubblicità fanno piangere. O forse peggio, fanno incazzare.

Vi ricordate, per esempio, lo spot trasmesso qualche tempo fa sugli assorbenti femminili? Quello dove una ragazza, aspirante vj ad un provino, viene invitata a fare la ruota proprio “nel giorno in cui le son venute”, perché è risaputo che le presentatrici di Mtv fanno ruote dalla mattina alla sera (tralasciando che, evidentemente, la signorina in questione, secondo il pubblicitario di turno non aveva un semplice mestruo, ma – perdonatemi la metafora cruda, ma quando ce vo’, ce vo’ – un maiale squartato tra le gambe).

Oppure guardate il manifesto in cima al post: un petto maschile niente male, con tutti i pettorali e gli addominali al posto loro, ma villoso direi al punto giusto da risultare virile. Dall’altro lato lo stesso busto privo di peli, ma ricoperto di lunghi capelli appartenenti a due diverse donne, immagine che allude chiaramente ad una cosa a tre.

Un manifesto di un brand che non mi interessa citare, ma che prendo in esempio per sostenere la mia tesi: tutti i pubblicitari che trattano di igiene personale sono esclusivamente maschi! Perché? Ma perché una donna mai si sognerebbe di fare pubblicità teoricamente irriverenti, ma praticamente deficienti come le suddette.

Vi prego, non fraintendetemi: non sono la bigottina che non concepisce un rapporto a tre come quello al quale allude la foto qui sopra, né la femminista che lotta a spada tratta contro questa stramaledetta mercificazione del corpo (in questo caso dei capelli) femminile. Niente di tutto ciò. Mi ritengo solo una persona intelligente con uno spiccato senso della realtà che mi porta a leggere il suddetto manifesto con tanto disincanto; lo stesso che mi auguro abbia il destinatario peloso di questo spot al quale mi rivolgo:

Caro uomo villoso,

ascolta le mie umili parole: se sei palestrato e figo come il personaggio nella foto, con o senza passata di rasoio, riesci tranquillamente a cuccare more, rosse tinte, bionde naturali, l’importante è che tu abbia un po’ di sale in zucca e che ricorda che le donne non sono mosche: non si attaccano al tuo petto come avesse la carta moschicida solo perché la tua pelle è più liscia di un culetto di un bambino.

Con affetto,

Valentina