Sarà per la sua aria algida, o per il fatto che la sua bellezza fredda può mettere a disagio, ma sembra che Gwyneth Paltrow attiri molte critiche. L’ultima sulla sua personale newsletter Goop. In un’intervista per Harper’s Bazaar di marzo sostiene che la gente sia cattiva con lei, ma che se n’è fatta una ragione.

Tra le dive dello star system Gwyneth non è tra le più chiacchierate, ma la gente in qualche modo pensa che sia delle arie. Molte critiche le erano state mosse riguardo a Goop, la newsletter dove l’attrice dà consigli su stile di vita, dalla cucina, alle cose da fare, da vedere o visitare, definita boriosa. È la stessa Gwyneth ad aver confessato al magazine Harper’s Bazaar:

“Un paio di volte ho pensato di smettere di farlo. La gente è così cattiva con me. Non voglio farlo più. Ma poi mi sono detta: “A chi importa quello che dice qualcuno di me là fuori?”. Una volta ero in Italia e un anziano è venuto da me e mi ha detto: “Mi sono divertito tantissimo a Nashville grazie a Goop”. E per me ha avuto un grande valore.”

Galleria di immagini: Gwyneth Paltrow harper's bazaar

Perciò la bella attrice ha deciso di usare l’arma dell’indifferenza:

Ogni volta che fai qualcosa con un certo grado di sincerità, la gente ti prende in giro. Ma va bene, non mi interessa, non li leggo. Con Goop sono nella modalità: “Se non ti piace, non registrarti”.

Gwyneth passa poi a parlare di Beyoncé, che trova:

“L’essere umano più talentuoso del pianeta.”

E del suo collega di “Iron Man“, Robert Downey jr., che le ha dato dei consigli dalla sua esperienza di ex-tossico, aiutandola soprattutto per quanto riguarda il fumo:

“L’alcolismo è un ciclo veramente vizioso e Robert mi ha aiutato davvero molto a capirlo. Riesco a capire come puoi farti del male perché ho fumato davvero per tantissimo tempo. Fumavo anche quando mio padre ha avuto un cancro alla gola. Ero come “so che questo probabilmente mi ucciderà ma fumo lo stesso”. Ma non avevo capito cosa significava distruggere la vita degli altri e poi è stato come svegliarsi e allacciarsi le scarpe. Robert mi ha aiutato a capire questo.”