Affrontare l’adolescenza dei figli è forse la sfida più grande per i genitori. È un periodo in cui non si è né carne e né pesce, i teenager sono alla deriva ma soprattutto sopraggiunge la pubertà: gli ormoni esplodono, il corpo cambia e per le giovanissime sopraggiunge il menarca.

Durante la pubertà è normale che i figli chiedano ai genitori cosa sta accadendo, perché si cambia e cosa si acquisirà in più dopo tutti questi scombussolamenti; il dovere dei genitori è appunto quello di rispondere con serenità a queste domande, poiché non c’è niente di più normale del parlare ai propri figli dello sviluppo e la sessualità.

La disinformazione in materia è però tanta, soprattutto quando si parla di sesso, contraccezione e malattie, ecco perché è importante che i genitori vivano con serenità la maturazione sessuale dei propri figli, poiché si tratta pur sempre di una fase dello sviluppo del tutto naturale. Gli adolescenti, tuttavia, si ritrovano spaesati, devono affrontare nuove prese di coscenza e cambiamenti su due fronti: fisici e mentali. Il corpo sembra non rispondere più al loro volere e tutto sembra impazzire da un momento all’altro. Spesso, in questa fase subentra anche la paura, difatti si passa dall’essere bambini al dover diventare grandi, staccandosi da mamma e papà e imparando a rapportarsi con gli altri, a uscire soli, tante piccole cose che lì per lì sembrano insormontabili.

La vera fortuna, durante questa fase, è avere genitori comprensivi che possano aiutare i figli nella crescita ma senza essere troppo invadenti, poiché l’obiettivo è proprio quello di far si che i giovanissimi imparino a camminare con le proprie gambe. Qual è l’approccio giusto per accompagnare i figli durante la pubertà senza fare passi falsi? È moto importante che una madre o un padre riesca a mantenere sempre vivo il dialogo con la prole, anche se potrebbe non esserci molto slancio da parte del giovane interlocutore. Fondamentale, poi, è cercare di offrire supporto senza tuttavia imporre le proprie idee e favorendo, invece, la costruzione di un modo di pensare autonomo. In questo modo anche l’autostima ne gioverà.

Un altro punto chiave riguarda il ruolo del genitore nel far capire al figlio le regole base del rapporto con le persone e in primis con i coetanei, mettendo in evidenza eventuali atteggiamenti aggressivi che devono essere evitati. L’importante è cercare sempre di favorire la nascita di un punto di vista personale, senza sottolineare in modo aspro eventuali pensieri che si reputano sbagliati.

Un ultimo consiglio: mai demotivare o scoraggiare bruscamente un adolescente, anche se si ritiene che le sue aspettative siano eccessive, meglio ridimensionare la realtà e fare in modo che capisca da solo quanto siano irrealizzabili i suoi obiettivi.

Fonte: PagineBimbo