Un Osservatorio che servirà a monitorare e disciplinare la presenza nella TV pubblica delle bellezze femminili. È questo quanto è stato approvato dal Parlamento per mettere un freno a sguardi ammiccanti e balletti provocanti, nonché a glutei e seni in bella vista, e per cercare di restituire alla figura femminile un po’ della propria dignità e un minimo di spessore.

Lontani da qualsiasi diversità di ideologia politica e partitica, 70 parlamentari di diversi schieramenti hanno apposto la loro firma per regolarizzare la proposta fatta dalla radicale Emma Bonino, in cui si chiedeva l’istituzione di un Osservatorio indipendente contro gli stereotipi di genere, che esercitasse le proprie funzioni nel servizio pubblico radiotelevisivo.

La richiesta però non è da interpretarsi come una presa di posizione bigotta e anacronistica, quanto come una volontà di regolarizzare la presenza di donne belle e appariscenti in TV. Loro, infatti, non verrebbero eliminate o del tutto sostituite da intellettuali, quanto piuttosto affiancate da queste ultime per arrivare a una parità di presenze sugli schermi televisivi.

Non bisogna più accettare quella miscela esplosiva rappresentata dalla presenza quantitativamente irrisoria da un lato e qualitativamente umiliante dall’altro di donne sulle reti del servizio pubblico.

Queste a proposito sono state le parole della Bonino. Al suo fianco, e al fianco dell’associazione Pari o dispare, si sono schierate personalità di spicco tra le quali Marco Beltrandi, Francesca Marinaro, Maria Ida Germontani, Vittoria Franco, Giovanna Melandri, Tiziana Ferrario, Myrta Merlino, Miriam Mafai, Mimosa Martini, Lorella Zanardo, oltre alle stesse donne impegnate nell’associazionismo femminile quali Gabriella Cims e Pina Nuzzo.