“Il mondo boicotti i Giochi di Sochi”. Con queste parole le Pussy Riot hanno esordito alla conferenza stampa che anticipava il concerto tenuto ieri sera a New York al fianco di Madonna. Nadezhda Tolonnikova e Maria Alyokhina hanno partecipato all’evento di ieri sera, “Bringing Human Righs Home“,  organizzato da Amnesty International, al Barclays Center di Brooklyn.

Hanno scontato due anni di carcere con l’accusa di hooliganismo per aver organizzato a Mosca uno spettacolo definito preghiera anti-governativa, “Holy Shit”, che le ha viste invocare la Madonna per liberare il popolo russo da Vladimir Putin. Durante il loro periodo di detenzione le due ragazze sono diventate il simbolo dell’opposizione al Cremlino. Il concerto di ieri sera non le ha viste cantare sul palco ma le Pussy Riot hanno accettato un riconoscimento e preso la parola per protestare contro le violazioni dei diritti umani in Russia sotto Putin.

“Ci appelliamo a tutti coloro che andranno a Sochi per i giochi olimpici affinché non abbiano paura di esprimere pubblicamente il loro pensiero su quello che sta avvenendo in Russia. Desideriamo che gli americani vedano la Russia per quello che realmente è e la vedano al di là delle immagini dei Giochi Olimpici e delle strutture olimpiche”: queste sono state le loro parole durante la conferenza stampa di Amnesty International tenutasi martedì 4 febbraio. L’appello di Nadia e Maria per boicottare i Giochi Olimpici di Sochi 2014 nasce in particolare per via delle posizioni anti-gay espresse dal Presidente Putin.

Durante il concerto, invece, sono state introdotte da Madonna che ha condiviso con il pubblico una piccola riflessione sulla libertà, ricordando quanta ne hanno i cittadini americani e quanto invece scarseggia in Russia, passando la parola alle Pussy Riot che hanno apertamente detto “Noi non perdoneremo e non dimenticheremo quello che il regime sta facendo ai nostri concittadini. Per questo noi vogliamo una Russia libera. Una Russia senza Putin.