“Penso che se riuscissimo a organizzare una valida difesa ad alto livello, Nadya e Masha potrebbero uscire dal carcere nel giro di un paio di anni”. A pronunciare queste parole è Yekaterina Samutevich, una delle componenti del gruppo delle Pussy Riot.

La Punk Band russa femminista ha fatto più volte parlare di sé in passato: agendo sotto rigoroso anonimato queste ragazze hanno dato espressione a forti provocazioni nei confronti dell’establishment politico ed istituzionale, su argomenti come la situazione delle donne in Russia, o, più recentemente, contro la campagna, e i presunti brogli elettorali, con cui, nel 2012, il primo ministro Vladimir Putin si sarebbe assicurato la rielezione per la seconda volta a presidente della Russia.

Nel mese di marzo 2012, tre donne del gruppo sono state arrestate con l’accusa di “teppismo e istigazione all’odio religioso” per aver messo in scena, durante una celebrazione religiosa nella Cattedrale di Cristo Salvatore, un’esibizione non autorizzata contro Putin.

Delle tre solo Katja è stata rilasciata, le sue colleghe Nadya (22 anni) e Masha (24 anni), invece, sono state condannate a due anni di rieducazione in una colonia penale. “E’ difficile far finta di niente – spiega la cantante – quando tutto il tuo lavoro viene etichettato come ‘estremista’ e le altre ragazze del gruppo sono in prigione. La prima cosa da fare è cercare di far uscire loro dal carcere e agire contro contro la decisione di considerare ‘estremisti’ i nostri video“.

E’ difficile per me parlare con loro – spiega – perché di fatto io sono una complice del loro crimine e quindi non ci è permesso comunicare. Posso mandargli delle lettere ma non sono sicura che tutto quello che scrivo venga effettivamente letto da loro e non sia filtrato dalla censura. A Putin continuano a fare sempre la stessa, imbarazzante, domanda sulla sorte delle Pussy Riot e credo che sarà sempre così, specie con le olimpiadi di Sochi alle porte. Io non so come si comporteranno le autorità statali e cosa effettivamente faranno“.

Yekaterina al momento, pur essendo tecnicamente libera non può allontanarsi da Mosca né lasciare la Russia se non con un permesso speciale.