Pussy Riot: due ancora in galera, ma un membro è stato liberato ieri. Si tratta di Yekaterina Samutsevich, che aveva ricevuto una condanna a due anni di reclusione, mentre la stessa condanna per gli altri due membri del gruppo punk interamente composto da donne, Maria Alyokhina e Nadezhda Tolokonnikova, è stata confermata.

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Le Pussy Riot erano state condannate per essersi dimostrate offensive suonando ed esibendosi in una chiesa ortodossa. In realtà, sono in molti a pensare che la sola cosa che ha offeso la legge russa sia che la band si opponga al governo di Vladimir Putin, attualmente premier, già detentore in precedenza del potere come vicepremier nello stato cardine dell’ex Unione Sovietica.

La liberazione di uno dei membri delle Pussy Riot è stata accolta con molti applausi. La loro vicenda ha scatenato un coro di solidarietà in tutto il mondo e in particolare in quello della musica. Mostri sacri come Madonna, Paul McCartney e i Red Hot Chili Peppers hanno lanciato appelli affinché le tre ragazze venissero rilasciate.

Una delle due ancora in carcere, Alyokhina, ha affermato in passato:

«Siamo tutte innocenti. Il verdetto deve essere ribaltato. Il sistema della giustizia russo appare colmo di discredito. Naturalmente non volevamo offendere i fedeli. Non ci pentiamo: chiedere di pentirci suonerebbe come una sorta di ricatto.»

Fonte: NME.