Sembra quasi assurdo parlare del lavoro ideale, in un momento tanto difficile in cui si dice che non c’è e che è difficilissimo da trovare, ma è pur vero che nessuno dovrebbe fare una professione che odia. Il lavoro è qualcosa che ci accompagna per tutta la vita, per cui dovremmo andarci d’accordo.

Non necessariamente deve essere estremamente piacevole, ma neppure dobbiamo essere costretti a vivere in una sorta di prigione mentale che ci opprime giorno dopo giorno. Quando si sceglie un {#lavoro}, una carriera, ci si deve scontrare con una serie di domande: Innanzitutto, cosa mi piace? e cosa invece non mi piace?

Il sistema di istruzione italiano, sfortunatamente, non ci viene troppo incontro: fin dalle scuole medie siamo costretti a scegliere quanto meno il nostro campo di azione futuro, e gli errori che si commettono in quella fase sono tanti, per seguire gli amici o per accontentare i genitori, o a volte per giudizi un po’ troppo pregiudizievoli degli stessi insegnanti.

Così a volte si finisce per fare un lavoro che ci è sgradito. Ci si alza la mattina e si sente il peso effettivo di ciò che si dovrà fare durante la giornata, e non è raro che qualcuno si ritrovi a licenziarsi, ad abbandonare la propria occupazione, quando non la si sopporta più.

Un buon servizio orientativo è fornito ad esempio dalle agenzie di lavoro interinale o nei centri per l’impiego, dove spesso si possono compilare dei questionari che fanno riferimento alle proprie preferenze lavorative, ma anche agli studi fatti e a una serie di questioni contingenti, come la predisposizione per i lavori manuali, oppure la valutazione della fascia oraria nella quale siamo più produttivi.

Spieghiamo meglio: c’è chi è più attivo di giorno, c’è invece chi è più sveglio la sera. Queste persone non possono svolgere lo stesso lavoro, ma saranno portate naturalmente a scegliere differenti mestieri in base all’orario d’impiego. Inoltre, quando si sceglie che lavoro fare per un periodo più o meno lungo è meglio regolarsi sulla base della propria disponibilità: se non si riesce a fare tutto ciò che viene richiesto, si rischia che il proprio lavoro duri ben poco.

Teniamo anche presente, se ci riusciamo, che la nostra personalità può essere adattata a quello che potrebbe essere il lavoro che ci interessa. Non restiamo subito affascinati da certi annunci di lavoro sui giornali, che a volte nascondono delle insidie e quello che pensiamo essere l’impiego dei sogni, rischiamo si trasformi in un incubo.

Quando incontriamo quello che potrebbe essere il nostro futuro datore di lavoro cerchiamo di mettere sempre in chiaro tutto senza timori: quello cui si va incontro è che, come detto sopra, ci svegliamo un bel giorno e non abbiamo più voglia di continuare a lavorare.