{#Qualche Nuvola} è l’opera prima del regista Saverio Di Biagio, già assistente alla regia in numerose produzioni cinematografiche e televisive. Dopo la presentazione alla {#Mostra del Cinema di Venezia} del 2011, annoverato nella sezione Controcampo Italiano, il film arriva nelle sale italiane distribuito da Fandango, casa di Domenico Procacci particolarmente attenta e pronta a lanciare le nuove leve del panorama nazionale.

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Protagonista di Qualche Nuvola è Michele Alhaique, presente lo stesso anno alla kermesse veneziana con ben due pellicole; oltre all’esordio di Di Biagio, è stato apprezzato da pubblico e addetti ai lavori anche nel primo film di Michele Rho, Cavalli. Al suo fianco, le due figure femminili sono interpretate da Greta Scarano e Aylin Prandi, già nel ruolo principale ne Il Paese dello Spose Infelici e presente nell’intensa pellicola di Daniele Vicari Diaz – Don’t Clean Up This Blood. Anche la rosa dei comprimari è particolarmente nutrita con, solo per citarne alcuni, Michele Riondino, Pietro Sermonti ed Elio Germano nel ruolo dello stravagante venditore di materassi.

Diego (Alhaique), operaio che vive nella periferia di Roma, sta per dare una svolta alla sua esistenza: manca infatti poco al matrimonio con la sua fidanzata storica, Cinzia (Scarano). Nonostante le sue convinzioni, sarà l’incontro con Viola (Prandi), giovane benestante dalle abitudini di vita completamente diverse dalle sue, durante la ristrutturazione di un appartamento di Trastevere a rimettere tutto in discussione a una manciata di ore dalle nozze.

Qualche Nuvola gioca spudoratamente sugli stereotipi sociali che da qualche anno si alternano sul grande schermo e da cui il cinema italiano sembra non essere in grado di liberarsi: ragazzo dalla vita attaccata saldamente a una routine che lascia poco spazio alla speranza del cambiamento sta per sposarsi con ragazza che da parenti vicini è lontani è vista come macchina sfornafigli; elemento di disturbo, ragazza benestante, bella e pronta a sostenere il giovane dalle poche speranze. Sullo sfondo, una Roma poco visibile e altrettanto poco da cartolina a far da contorno alle vicende delle tre figure di cui sopra.

Un divertissement che gioca a nascondino con il tentativo di proporsi come dolceamara analisi sociale, la pellicola di Saverio Di Biagio calca forzatamente la mano sulla caratterizzazione dei suoi personaggi, strappando un pugno di risate e sorrisi tra i denti. Tanti dettagli, sfaccettature, che diventano parte integrante della narrazione senza però aggiungere nulla alla trama, esclusivamente volte a sottolineare in maniera ancor più decisa la natura di Diego e soci, così come l’universo che li circonda.

Nonostante la sceneggiatura a tratti poco incisiva, Qualche Nuvola può far tirare un sospiro di sollievo a Di Biagio che, in maniera intelligente, si affida a un cast interessante e ben amalgamato perfettamente in grado di incarnare vizi e virtù ricorrenti, in alcuni casi fin troppo esasperati, rappresentati dalla varia umanità che si alterna sullo schermo dipingendo un microcosmo di periferia, nonostante il poco risalto dato a quest’ultima, profondamente legato a se stesso. Con le radici ben salde nella commedia romantica, l’opera prima del regista romano prova a portare una boccata d’aria fresca al suo filone, riuscendoci almeno in parte senza però uscire completamente dal cono d’ombra delle nuvole che si stagliano su di sé.