Qualcosa di Straordinario”; nuovo film dello statunitense Ken Kwapis, esce oggi nei cinema italiani con la sua toccante storia dedicata allo spettacolare salvataggio avvenuto nel 1988 di tre esemplari di balena grigia nei ghiacci polari di Point Barrow, in Alaska. Tratto dal libro del giornalista Thomas Rose “Freeing the Whales” (“Liberate le balene”), la pellicola arriva nei cinema a tre anni dal successo de “La verità è che non gli piaci abbastanza”, interpretazione corale sull’interpretazione dei segni dell’innamoramento che cede così il passo a una commedia dai toni ambientalisti adatta a tutta la famiglia.

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Nei panni dell’ambientalista di Greenpeace pronta a tutta per salvare i tre giganteschi abitanti dell’oceano, ecco comparire un’impegnata Drew Barrymore al fianco di John Krasinski, nel ruolo del giornalista televisivo Adam Carlson, e Kristen Bell. Non mancana poi un’altra manciata di nomi noti per completare la rosa dei comprimari di “Qualcosa di Straordinario”, come Vinessa Shaw nei panni della giornalista Kelly Meyers, Stephen Root, Dermot Mulroney e Ted Danson.

Tre balene grigie, padre madre e figlio ribattezzate con i nomi dei personaggi dei Flinstones Fred, Wilma e Bamm-Bamm, rimaste intrappolate nei freddi ghiacci dell’Alaska, vengono scoperte dal cronista locale Adam Carlson (Krasinski) che subito mette in luce con un servizio la difficile situazione dei tre animali che, nelle gelide acque artiche, rischiano la vita. La notizia si diffonde rapidamente, scatenando subito un tam tam di aiuti che riescono a riunire le persone più disparate: una volontaria di Greenpeace (Barrymore), i cacciatori di balene Inupiat, le TV di tutto il mondo fino alla Guardia Nazionale statunitense e all’esercito russo, nonostante l’ancor vivo ricordo della Guerra Fredda alle spalle.

Dedicato principalmente a un target giovane e giovanissimo, “Qualcosa di Straordinario” rientra pienamente nei confini della commedia sentimentalista dal retrogusto green, perfetto per ammaliare i più piccoli che di certo non potranno non apprezzare la bellezza e la maestosità dei giganti marini protagonisti di questa storia vera. A fare da contraltare ai buoni sentimenti c’è senza dubbio un ritmo lento in più occasioni, spesso incapace di trascinare l’attenzione dello spettatore soprattutto nelle situazioni più statiche, in netta contrapposizione rispetto al blocco finale vissuto all’ultimo respiro.

Non manca però uno sguardo critico da parte di Kwapis al circo mediatico effettivamente creatosi intorno ai tre animali, fatto di giornalisti arrivisti, individui spinti da motivi ben poco nobili – uno dei quali interpretato proprio da Ted Danson che nella vita si è spesso distinto come attivista in favore della conservazione degli habitat marini – raccontati con un pizzico d’ironia e incisività dall’occhio critico del regista.

Se “Qualcosa di Straordinario” pecca in quanto a mordente e buonismo, a malapena pizzicato dallo scenario politico della fine degli anni Ottanta, di certo non lascerà indifferente davanti alle spettacolari scene dedicate alle balene grigie, fantastici esemplari di animatronic costruite in Nuova Zelanda, studiate e realizzate alla perfezione dal direttore della fotografia John Bailey che ricostruisce in maniera toccante il movimento armonico e ipnotico dei tre inconsapevoli protagonisti che, per molti giorni, hanno lasciato con il fiato sospeso milioni di telespettatori in tutto il mondo.