Olivier Assayas, classe 1955, torna dietro la macchina da presa con Qualcosa nell’Aria (Aprés mai), proponendo una storia dal tocco autobiografico ambientata nella Parigi del post maggio francese, come da titolo originale. Presentato in concorso alla 69ª Mostra internazionale d’arte cinematografica di Venezia, il film si è guadagnato il premio per la migliore sceneggiatura andato proprio allo stesso Assayas impegnato, come già accaduto per le sue opere passate, in una duplice veste.

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Galleria di immagini: Qualcosa nell'Aria

Per Qualcosa nell’Aria, il regista parigino ha scelto Clément Métayer, interprete del ruolo del giovane Gilles; al suo fianco, c’è Lola Créton, vista recentemente come protagonista della terza pellicola di Mia Hansen-Løve Un Amore di Gioventù. Al loro fianco, compaiono poi Carole Combes e Mathias Renou, insieme a Hugo Conzelmann e Félix Armand.

Gilles (Métayer), giovane liceale, è preso dal tumulto politico che attraversa Parigi e tutta la Francia nei primi anni ’70; come i suoi compagni di scuola, passa il tempo tra le lezioni e l’impegno nei movimenti giovanili di Sinistra, ritagliando del tempo per le sue spiccate doti artistiche che comprendono la pittura e il fascino nei confronti del mondo del cinema. In un viaggio che dall’Italia li porterà fino a Londra, il ragazzo e i suoi amici si troveranno davanti a importanti scelte per la loro esistenza, nonostante l’influenza determinante del difficile periodo storico.

Proseguimento ideale della pellicola del 1994 L’eau froide, Qualcosa nell’Aria riprende tra le mani i trascorsi di Olivier Assayas ripercorrendo alcuni dei momenti fondamentali della sua gioventù, caratterizzata dal fermento politico dell’epoca, in quello che diventa a tutti gli effetti un ritratto collettivo di esistenze divise tra tumultuose rivolte e la difficile fase del passaggio all’età adulta. Il tocco personale si sente anche nella colonna sonora, scelta appositamente dal regista tra i brani preferiti di quegli anni.

A rendere più vivide le immagini immortalate dalla cinepresa di Assayas è anche l’interpretazione dei protagonisti, Métayer e Créton in primis, scelti tra professionisti e giovani alla prima esperienza cinematografica; ogni personaggio s’incastra perfettamente nell’altro, grazie anche a una sceneggiatura valida in grado di sostenere senza punti morti le oltre due ore di visione.

Arricchita dalla fotografia brillante firmata da Éric Gautier, la pellicola dipinge l’esistenza dei giovani che, all’epoca dei fatti, si dividevano tra sommosse e viaggi in india, manifesti al ciclostile e feste psichedeliche soffermandosi sull’amaro trascorrere del tempo: solo col trascorrere dei giorni e dei mesi i protagonisti sono costretti a perdere la propria innocenza, scontrandosi in maniera dura con il proprio destino. E così, lo stesso Gilles si vede spinto ad abbandonare le sue ideologie politiche per lanciarsi, in un finale tra l’ironico e l’amaro, non nel cinema impegnato ma in una produzione commerciale: amori, lotte e convinzioni non sono altro che un ricordo.