Quale alimentazione seguire in gravidanza: la dieta deve soddisfare i bisogni nutritivi della madre e quelli del nascituro. Durante i nove mesi, infatti aumenta il fabbisogno di proteine, ma rimane quasi invariato quello di carboidrati e di grassi. Seguendo un’alimentazione sana e varia e consumando frutta, verdura e legumi, tutti i fabbisogni di vitamine sono garantiti e perciò non servono particolari supplementazioni, ad eccezione dell’acido folico.

Un basso livello di folati nella madre è infatti un fattore di rischio per lo sviluppo di difetti del tubo neurale nel feto. L’incremento dell’apporto di acido folico in gravidanza, che deve raggiungere almeno i 400 microgrammi al giorno, si è dimostrato efficace per la prevenzione della spina bifida e dell’anencefalia. L’integrazione con acido folico dovrebbe iniziare almeno un mese prima e continuare tre mesi dopo il concepimento.

Come per le vitamine, anche per i minerali una corretta alimentazione permette di coprire i fabbisogni nutrizionali in gravidanza, ponendo particolare attenzione al fabbisogno in calcio, ferro e iodio.

Le donne che seguono una dieta vegetariana o vegana devono prestare attenzione ai livelli di assunzione raccomandati dalla comunità scientifica per quanto riguarda le proteine: la raccomandazione è quella di un incremento giornaliero di 6 g/die. Alle donne vegetariane in stato di gravidanza si consiglia inoltre un supplemento di vitamina B12 (è opportuno chiedere al medico indicazioni su come alimentarsi al meglio).

Quale alimentazione seguire in gravidanza: i primi tre mesi

  • Nel primo trimestre di gravidanza, l’aumento di peso della mamma si deve all’aumento del volume di sangue e alla crescita dell’utero.
  • Non è quindi un aumento di peso rilevante (può essere all’incirca di 1 Kg) e, a meno che non vi siano situazioni di particolari carenze o insufficienza di peso da parte della donna, non è necessario incrementare l’apporto dietetico di energia: la dieta deve essere variata, completa, equilibrata e prevedere l’integrazione di acido folico e, se necessario, di ferro.

Quale alimentazione seguire in gravidanza: dal quarto mese

  • Nel secondo trimestre, l’aumento dei tessuti materni (volume mammario, placenta, liquido amniotico, riserve di grassi) e la crescita fetale fanno sì che aumenti il fabbisogno calorico. Il peso, per donne normopeso, cresce di circa mezzo chilo a settimana.
  • I LARN (Livelli di assunzione di riferimento di nutrienti ed energia per la popolazione italiana) consigliano un fabbisogno aggiuntivo di 350 kcal al giorno per il secondo semestre di gravidanza e di 460 kcal al giorno per il terzo trimestre. Questo leggero aumento in energia giornaliera consente di coprire anche i bisogni del feto, permettendo un normale sviluppo del bambino ed evitando di intaccare le riserve materne di nutrienti.
  • È bene ricordare che il fabbisogno aggiuntivo di energia in gravidanza e l’aumento auspicabile di peso va comunque stabilito individualmente e varia a seconda dell’IMC prima della gravidanza (Indice di massa corporea). Per una donna normopeso (IMC precedente alla gravidanza compreso tra 18,5 e 24,9), ad esempio, l’incremento di peso può essere compreso tra 9 e 16 kg. L’intervallo cambia a seconda che il soggetto sia sottopeso o sovrappeso o in caso di gravidanza gemellare. Il fabbisogno giornaliero di una donna in gravidanza è generalmente compreso tra 1600 e 2400 kcal al giorno.
  • Un adeguato aumento di peso influisce sulla durata della gravidanza e sul peso del neonato. Un eccessivo aumento durante la gravidanza è da evitare, perché responsabile di complicanze, sia per la futura mamma (gestosi, diabete gestazionale, parto prematuro), che per il nascituro (macrosomia, lesioni durante il parto).

Quale alimentazione seguire in gravidanza: i cibi da evitare

  • L’alcol ingerito dalla madre giunge dopo pochi minuti nel sangue del feto, ma il feto non può metabolizzarlo perché è privo degli enzimi adatti a questo compito, di conseguenza l’alcol e i suoi metaboliti si accumulano nel suo sistema nervoso e in altri organi danneggiandoli. Il consumo di alcol in gravidanza può provocare la sindrome feto-alcolica, una grave patologia che colpisce il feto durante lo sviluppo.
  • Alcuni alimenti possono veicolare agenti patogeni come Listeria monocytogenes e Toxoplasma gondii, responsabili di patologie a carico del feto, altri alimenti possono veicolare germi responsabili di infezioni o tossinfezioni alimentari.
  • Meglio evitare il latte crudo non pastorizzato (da consumare solo dopo bollitura), le uova crude o poco cotte, le carni crude o poco cotte, salsicce fresche e salami freschi, il pesce crudo, poco cotto o marinato, i frutti di mare crudi, i prodotti pronti per il consumo a base di pesce affumicato, i formaggi a breve stagionatura, a pasta molle o semimolle, con muffe, la frutta e verdura cruda senza accurato lavaggio, comprese quelle in busta già pronte (meglio consumare la frutta ben lavata, meglio se sbucciata, i frutti di bosco surgelati solo cotti).