La famiglia: la rete familiare uccide più della criminalità organizzata. Questo emerge dal recente rapporto sull’omicidio volontario in Italia. È davvero sconvolgente pensare che l’unico ambiente a cui noi tutti siamo abituati a pensare come il più sicuro fin dai primi anni di vita, sia quello in cui è possibile incontrare le maggiori insidie.

Il rapporto dell’Eures-ANSA dimostra una stima di un omicidio familiare ogni due giorni, numeri che ci fanno rabbrividire visto che 171 dei 601 casi di omicidi si compiono tra le pareti domestiche. I moventi che si trovano dietro a queste tragedie sono quello passionale, sicuramente il più diffuso, segue quello legato a fattori di interesse economico, poi quello che nasce a causa di liti degenerate, da semplici raptus e infine da disturbi psichici.

Sembra siano proprio gli ambienti familiari a covare forti patologie, che nella loro più estrema esasperazione degenerano nel gesto estremo del togliere la vita. Una brutalità che non si giustifica negli uomini, i quali non dovrebbero essere dotati di solo istinto.

Perché la violenza trova terreno fertile dove tutte le persone dovrebbero trovare conforto nell’amore familiare? Una domanda alla quale non sappiamo rispondere perché questi dati, e le notizie che il telegiornale ci rimanda quotidianamente, riescono solamente a lasciarci senza parole.