I test di gravidanza domestici hanno un elevato grado di attendibilità. Ma come funzionano esattamente? Gli stick, in vendita in farmacia e nei supermercati, analizzano un campione di urine (ne bastano poche gocce) e rileva la presenza della gonadotropina corionica o HCG, un ormone specifico che viene secreto in gravidanza dal trofoblasto, e cioè il primo abbozzo della placenta, già a partire dall’ottavo giorno successivo al concepimento. Tale ormone stimola il corpo luteo e le ovaie a produrre grandi quantità di estrogeno e progesterone, ormoni che regolano le modificazioni della gravidanza.

I test di gravidanza domestici possono essere eseguiti dal primo giorno di ritardo del ciclo: a differenza di quanto accade con le analisi del sangue cui ci si può sottoporre dall’ottavo giorno seguente a quello del supposto concepimento, in questo caso bisogna attendere che la gonadotropina corionica sia espulsa attraverso le urine.

Il test si effettua  facendo scorrere l’urina sul tampone del test o immergendo la striscia nelle urine, raccolte in un contenitore sterile. Il tester va  adagiato su una superficie orizzontale: dopo circa un minuto, nella finestra di controllo apparirà una striscia a indicare che il test è stato eseguito correttamente, mentre dopo tre-quattro minuti la finestra del risultato vi dirà se il test è positivo o negativo.

Il test è altamente attendibile (ben al 99%) e anche una colorazione non marcata della seconda striscia relativa al risultato indica comunque che aspettate un bambino: semplicemente, la concentrazione di Bhcg non è ancora alta. Se il ciclo tarda ad arrivare ripetete il test dopo qualche giorno, tenendo presente che i falsi positivi sono rari, più frequenti i falsi negativi.

Stesso funzionamento dei test tradizionali hanno i test domestici digitali che, invece delle strisce, presentano la scritta “incinta” o “non incinta” e anche una datazione della gravidanza.

photo credit: Esparta via photopin cc

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