Milano, si sa, è capitale della moda a livello internazionale e, soprattutto in occasione della settimana delle sfilate, è solita meravigliare regalando patinate emozioni. Le creazioni e l’ingegno degli stilisti che la animano ammettono pochi eletti ad una concreta e opulenta immersione in un mondo dorato e lussuoso e donano ai più solamente il sogno di potervi arrivare un giorno o l’altro.

Eppure, proprio negli ultimi tempi, si comincia ad assistere (se non ad un’inversione di tendenza) almeno ad un significativo mutamento. Vuoi a causa della recessione economica che sembra non aver risparmiato alcun settore, vuoi a causa della rivoluzione mediatica o, ancora, della volontà di stupire (vero e proprio “must do” di questi eventi), la partecipazione a questi momenti sembra essersi ampliata ben oltre i tradizionali e stretti confini fino ad un vero e proprio coinvolgimento di massa.

Lungi, naturalmente, dal consentire una concreta e diretta visione delle luminosissime passerelle, oggi gli amanti della moda possono continuare a sognare sì, ma da una prospettiva un po’ più privilegiata rispetto al passato.

Per citare solo alcuni esempi tra i più illustri, la sfilata “Emporio Armani” è stata trasmessa in diretta streaming su http://live.emporioarmani.com e sulla pagina “Facebook” del brand; “Dolce e Gabbana”, in occasione della sfilata donna primavera estate 2010 e di quest’ultime sfilate, ha realizzato Pre-Show Diaries che si articola in una serie di episodi Web che permettono di osservare l’inaccessibile dietro le quinte.

Ancor più sorprendente è stata sicuramente l’iniziativa democratica di Missoni che ha letteralmente portato il “pret a porter” per strada, seppur per le eleganti e raffinate arterie del centro storico milanese. I modelli hanno sfilato da via Solferino, sede dello “show room”, sino alla Galleria, piazza Duomo e al Castello Sforzesco. Sotto gli occhi stupiti e curiosi dei passanti che ne hanno anche approfittato per qualche scatto fotografico, la stessa famiglia Missoni ha raggiunto i propri modelli congedandosi dalle passerelle e mescolandosi con sobrietà alla gente.

Un continuo scintillio di colori, tipico dello stile Missoni, ha così animato un (direi) altrettanto tipico grigio pomeriggio milanese eleggendo il centro cittadino a inconsueto ma, in fondo, ideale scenario per una “performance” di stile e raffinatezza.