Sesso e videotape: le camere da letto delle coppie stanno diventando un set per filmini privati (e a volte neppure tanto privati), sulle orme delle ormai tantissime celebrità che si sono viste rubare queste immagini per la gioia dei siti di gossip.

Un sondaggio di Playboy USA dà finalmente una dimensione a questo fenomeno: il 27% degli uomini e il 23% delle donne (su un campione di più di duemila persone) ha confessato di essere stato fotografato o filmato nudo, percentuale che si abbassa di dieci punti per le riprese fai-da-te.

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In pratica, una coppia su cinque, stando alle risposte del sondaggio (dove è probabile che alcuni si siano censurati, quindi sono statistiche per difetto) è abituato a utilizzare diversi strumenti come smartphone, videocamere, PC, per aumentare l’eccitazione e rendere più piccante l’incontro amoroso.

Siamo ben oltre il cosiddetto “sexting”, vale a dire l’invio di messaggi erotici o di foto al partner o ad altre persone, qui la tecnologia sempre più miniaturizzata ma capace di immagini ad alta qualità è una vera e propria estensione dei corpi, e soprattutto del piacere visivo del sesso, della sua riproducibilità.

Non che dal sondaggio emergano solo elementi positivi: il 17 per cento degli uomini e il 15 per cento delle donne ha raccontato di aver risposto al cellulare durante il rapporto, così come il 44 per cento degli uomini e il 36 per cento delle donne ha inserito almeno una volta un DVD porno per vederlo col proprio partner a letto. Scenari che evocano comportamenti border line o una certa stanchezza del rapporto.

La pornografia, peraltro, ha sempre avuto un ruolo importante nell’evolversi della tecnologia di massa. Internet lo sa bene: i domini più visitati e costosi, le chiavi di ricerca più cliccate, sono sempre quelle a tematica sessuale. E videotape, videoclip, community per single o per relazioni extraconiugali, chat erotiche, il 3D, sono tecnologie e strumenti che vengono adoperati dagli adulti con irrefrenabile fantasia, capaci però anche di modificare le abitudini stesse di chi le usa, e il loro immaginario.