È opinione diffusa che l’atto del cucinare, la preparazione e la presentazione dei cibi costituiscano una meravigliosa forma d’arte. Esistono diversi musei, sparsi sul territorio italiano, dedicati al vino, al pane, alla pasta. Il nostro, infatti, si sa, è un Paese che venera la gastronomia in tutte le sue forme e che dedica sempre molte risorse, economiche e non, all’arte culinaria e alla sua diffusione nel mondo.

È proprio di questa stessa filosofia che Negroni, il noto salumificio italiano, ha fatto il proprio cavallo di battaglia. Infatti, nei prossimi mesi, il famoso marchio presenzierà, attraverso un tour di incontri e degustazioni, in molti di quei luoghi in cui il cibo è una passione, in cui l’amore per il gusto e il desiderio di mangiare bene regnano sovrani. Visiterà ristoranti brillanti, enoteche superlative, ma anche paninoteche e chioschi.

Il tour sarà costituito da 20 tappe e inaugurato da due ospiti d’eccezione: lo chef Antonello Colonna e Open, la sua ultima creazione in fatto di panini. Dal 20 al 25 aprile, infatti, Colonna inaugurerà il tour Negroni presentando, al Palazzo delle Esposizioni di Roma, un’innovativa quanto semplice rosetta, farcita con uova strapazzate e pancetta di Zibello.

Open è un panino internazionale, ispirato soprattutto alla cultura inglese, ma realizzato con ingredienti semplici, non eccessivamente costosi e, soprattutto, italiani al 100%.

Come possiamo leggere su Libero News, Colonna ci spiega nei dettagli tutti gli elementi che lo hanno influenzato nella creazione di Open:

La sfida gastronomica era infatti italianizzare la tradizione gastronomica inglese dello “scramble egg” che tecnicamente è una frittata lenta. Come pane ho utilizzato la rosetta, evoluzione moderna del pane casereccio che ho preferito al fotofinish sulla michetta, troppo local. E per concludere in bellezza ho aggiunto olio extravergine d’oliva e due fili di erba cipollina, che si sposa bene con la frittata e è diffusa un po”in tutto il mondo.

Un panino, dunque, frutto di una lenta e attenta ricerca che ci porta, inevitabilmente, a chiederci che cosa abbia influenzato lo chef nella scelta del nome “Open”. È presto detto:

Ho scelto Open perché volevo realizzare un panino internazionale che si aprisse ai linguaggi moderni dell’alimentazione (dal breakfast, al brunch fino all’happy hour) ma in cui fossero protagoniste le eccellenze del territorio italiano.

Ci sono tutti i presupposti affinché l’iniziativa Negroni abbia successo e regali un’autentica esperienza del gusto a tutti coloro che vorranno prendervi parte.

Per maggiori informazioni sul tour del gusto e sui panini d’autore potete visitate il sito di Negroni e quello di Panino d’autore.