I figli sono la gioia della famiglia, ma hanno un peso economico non indifferente. Questo perché non esistono politiche di sostegno alle famiglie, che vengono lasciate sole in balia dell’inflazione, della crisi economica e di prezzi che crescono in maniera sin troppo indecorosa.

L’Osservatorio Nazionale Federconsumatori ha stimato quanto costano i figli nel primo anno di vita: ha basato la ricerca sulle spese realmente effettuate dalle famiglie nel corso del 2011 e sulla previsione della recessione che colpirà il 2012.

Il risultato tocca cifre astronomiche: solo nel primo anno di vita, i genitori saranno costretti a spendere dai 6400 ai 14000 mila euro in prodotti per l’infanzia, culle, abitini, giocattoli, ma soprattutto in pannolini, biscotti, biberon e latte in polvere, necessari, questi ultimi oggetti elencati, alla stretta sopravvivenza del neonato.

Il Ministro Riccardi ha parlato di costi insostenibili, avanzando l’ipotesi di un esposto all’Antitrust. Dal 2011 al 2012, infatti, si è notato un netto incremento dei prezzi di vari punti percentuali. Per abiti e calzature, ad esempio, si va da una spesa minima di poco più di 900 euro annui a oltre 2500 euro, con un aumento del 2-3 per cento.

Ma veniamo a ciò che è realmente indispensabile: per le pappe e il latte, si spende nel primo anno di vita da un minimo di 1500 euro a un massimo di oltre 3300 euro. Per i pannolini si va da 600 a oltre 1000 euro annui e i prezzi cambiano a seconda delle marche scelte.

I pannolini e il latte in polvere rappresentano una spesa davvero esosa per le famiglie: l’Italia è uno dei Paesi più cari d’Europa da questo punto di vista. Si sono addirittura registrati casi in cui i genitori hanno organizzato viaggi all’estero per fare scorta di tali beni di prima necessità per i loro figli.

Si cerca di risparmiare in ogni modo: l’aiuto da parte di parenti e amici sembra diventare indispensabile. Anche il concetto di riciclo e riuso, specialmente per vestiti, bavaglini, giocattoli e passeggini si impone alle nuove famiglie alle prese con rincari, disoccupazione e crisi economica. Molti cercano di risparmiare evitando di comprare sia il passeggino, che la carrozzina, che l’ovetto per l’auto, ma acquistando il cosiddetto “tris”, quell’unico oggetto trasformabile in passeggino, carrozzina e seggiolino.

Vi è, inoltre, un ulteriore costo cui le famiglie potrebbero andare incontro: quello degli asili nido o delle baby sitter. Per queste evenienze, i genitori sono costretti a spendere dai 500 agli oltre 700 euro al mese.

Il Bonus bebè si è rivelato così del tutto insufficiente, essendo un aiuto una tantum di soli 500 euro. La Federconsumatori lancia la sua proposta: una parte dei proventi ricavati dalla lotta all’evasione fiscale dovrebbe essere riutilizzata per un reale sostegno alle famiglie, specialmente per quelle a basso reddito.

Fonte: Help Consumatori