Per far crescere un amore, si sa, non basta solo il sentimento. Superata la fase iniziale dell’innamoramento folle, la {#coppia} si ritrova a dover gestire la quotidianità tra alti e bassi, litigi, opinioni discordanti e la lotta con le abitudini da single che, soprattutto in una convivenza appena iniziata, pesano come macigni appesi al collo. Ma quali sono le quattro sfide più importanti che una coppia si ritrova ad affrontare durante la propria evoluzione?

Sono molteplici le ragioni che potrebbero mettere a dura prova i nervi dei partner, ma queste possono essere riassunte in quattro situazioni, quattro archetipi del crollo delle fondamenta relazionali. E, nella maggior parte dei casi, sono tutte di natura pratica e rischiano di inficiare un amore, nonostante l’attrazione e le emozioni siano a livelli elevatissimi.

Il primo problema riguarda il tempo di qualità che i compagni decidono di trascorrere insieme. Per una coppia ben rodata, i momenti affettuosi da passare insieme alla persona amata sono davvero esigui: tra la cura della casa, dei figli, il lavoro, le corse alle Poste per pagare quella bolletta dimenticata da giorni in un cassetto, è molto probabile che la sera si giunga alla propria abitazione senza la benché minima voglia di dedicarsi al partner. Così facendo, tuttavia, ci si scaglia con violenza sulle fondamenta del rapporto, generando le prime crepe. Il consiglio, perciò, è quello non solo di trovare più tempo da trascorrere insieme, ma fare in modo che questo sia particolarmente significativo.

Non servono necessariamente eventi da gran soirée o appuntamenti mozzafiato, anche nelle piccole occasioni si può puntare sulla qualità: un pomeriggio di shopping, ad esempio, può diventare divertente anche per l’uomo più avvezzo alla compere, basterà alternare ai propri negozi degli store a lui pensati. E dimostrare adeguato interesse per i suoi acquisti, proprio come ogni donna si aspetterebbe dal proprio compagno. Una serata a casa, invece, può essere trasformata in un momento magico semplicemente spegnendo la televisione per dedicarsi al dialogo, a un gioco comune oppure alle più svariate confidenze. I doveri casalinghi, infine, possono diventare occasione di stimolo coinvolgendo in modo geniale il partner, magari trasformando la preparazione della cena in un momento leggero e malizioso. Basta, in definitiva, solo affinare la fantasia.

La seconda questione esplosiva per la coppia riguarda certamente la gestione del denaro. Ad eccezione dei grandi investimenti, quali ad esempio il mutuo dove i partner sono generalmente concordi, tutte le altre spese rischiano di sollevare vere e proprie guerre nucleari. Lui, ad esempio, vuole acquistare l’ultimo impianto dolby surround per il salotto, lei vuole invece investire in una nuova carta da parati. Oppure, in casi estremi, si può litigare addirittura per gli acquisti del supermercato, solo perché non si è scelta la marca preferita di biscotti o si è risparmiato, errando, comprando un ammorbidente economico. Un metodo perfetto per risolvere i dissidi monetari è dividere perfettamente il monte spese all’inizio del mese. Tolte fatture, bollette, rate e risparmi, il resto dovrebbe essere diviso equamente fra uomo e donna, con la promessa che nessuno dei due interferirà sulle scelte di spesa dell’altro. Così entrambi i partner saranno liberi di investire i soldi come meglio credono, senza la paura di innescare una bomba ad orologeria solo per una visita di troppo dal parrucchiere.

Le faccende di casa sono, quasi per tradizione, un vero e proprio campo minato per le coppie. Nonostante una recente ricerca abbia dimostrato un maggior impegno maschile nei compiti casalinghi, rimane pur vero che alla donna spettano, ingiustamente, la gran parte dei doveri. Quante volte sarà capitato, ad esempio, di passare il proprio dopocena a sgrassare pentole bisunte mentre la dolce metà se ne sta candidamente accovacciata sul divano a guardare la partita o a giocare ai videogiochi? Per non diventare vittime della frustrazione, è bene mettere subito in chiaro che i compiti casalinghi, nel limite del possibile, devono essere divisi equamente fra i partner. Non dovranno però essere un’imposizione, perché il rischio è quello di non ottenere alcuna collaborazione. Basterà seguire le inclinazioni di ognuno – se al proprio uomo lavare i piatti proprio non piace basterà dirottarlo sul giardinaggio o sulle piccole riparazioni – e trovare motivazioni eccitanti per portare l’accento sul tempo risparmiato. Più i coniugi collaboreranno, maggiore saranno i momenti di libertà, magari da dedicare a una focosa passione.

E proprio la passione conduce direttamente al quarto archetipo dello stress da coppia: il sesso. La problematica è talmente diffusa da colpire qualsiasi coppia, anche la più affiatata, e si declina sempre con la solita cantilena: uno dei due partner vorrebbe una frequenza dei rapporti decisamente sproporzionata rispetto alla controparte. Che fare di fronte a una questione così annosa? Innanzitutto, bisogna parlare sinceramente alla propria metà, spiegando quali siano i propri desideri e le proprie fantasie e sottolineando come ritmi più contenuti non siano indice di mancanza d’attrazione. Poi, si dovrà spostare l’ago della bilancia dalla quantità alla qualità: non è il numero degli amplessi a rendere felice una relazione, bensì quanto questi siano soddisfacenti. Per questo, via libera a fantasie e desideri tenuti per troppo tempo nascosti: non vi è nessun motivo per provarne vergogna.

Fonte: She Knows