Quentin Tarantino sta per tornare sugli schermi cinematografici con Django Unchained che, dalle aspettative che sta producendo, ha tutta l’aria di essere un nuovo capolavoro. Proprio in questo clima, il ragazzaccio della nuova Hollywood si guarda indietro e analizza i suoi film, primo fra tutti A Prova Di Morte.

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Ebbene, Quentin Tarantino, dimostrando grande lucidità analitica, afferma che A Prova Di Morte è stato il suo peggior film. Difficile dargli torto, specie se confrontiamo il lungometraggio con i film che lo hanno preceduto e seguito.

Prima di A prova di morte, Tarantino aveva girato i due corposi volumi di Kill Bill, subito dopo il film storico-pulp Bastardi Senza Gloria. A partire da quest’ultimo, Tarantino sembra aver intrapreso la strada del film in costume (riletto alla sua maniera, ovviamente), dedicandosi con grande amore cinefilo a Django Unchained, un western, forse il genere preferito dal regista.

A Prova Di Morte appare un film di passaggio, qualcosa di poco compiuto, sia a livello di storia che di regia. Del resto, fa parte del dittico di Grindhouse, completato dal Planet Terror di Robert Rodriguez. I due film, che esplorano un genere B-Movie particolarmente caro ai registi, l’exploitation, sembrano essere stati una parentesi per Tarantino e Rodriguez, un vero e proprio divertissement da cinefili incalliti (anche per il regista texano, Planet Terror si situa tra due successi planetari del calibro di Sin City e Machete).

In definitiva, Tarantino è regista, storico e critico di se stesso: un pregio invidiabile saper riconoscere i propri difetti.

Fonte: Voto10