Ci sono frasi che abbiamo pronunciato tutti almeno una volta nella vita, come “Ti amo”, “Ti odio” o “Mi dispiace”.

Poi ci sono le più amare, quelle che iniziano con “Se solo quella volta…”, spesso accompagnate da un sospiro, perché non c’è niente di peggio di un rimpianto: che sia per una frase non detta, per un gesto non fatto, per una persona che abbiamo lasciato uscire dalla nostra vita o per una consapevolezza arrivata troppo tardi, non importa.

E allora immaginate di poter tornare indietro nel tempo e cambiare le cose: non sarebbe fantastico rivivere il passato alla luce del vostro presente?

? quello che succede al protagonista di Questione di tempo, la commovente e divertentissima commedia romantica di Richard Curtis nelle sale italiane dal 7 novembre.

Tim Lake (Domhnall Gleeson) è un ragazzone dai capelli rossi che, dopo aver vissuto l’ennesimo, triste Capodanno -suona familiare, vero?- riceve dal padre, uno spassosissimo Bill Nighy, una scioccante rivelazione: come tutti gli uomini della sua famiglia, è in grado di viaggiare nel tempo. Pugni stretti, chiuso in un armadio, decide quindi di sfruttare il suo dono per tornare nel passato e conquistare la bella e insicura Mary (Rachel McAdams).

Ovviamente non tutto andrà liscio come previsto: fra imprevisti e colpi di scena, in una Londra dagli scorci suggestivi, Questione di tempo fa riflettere sulle scelte delle nostre vite, che a volte sembrano formare un cerchio perfetto, ma tante altre assumono forme che non riusciamo a comprendere a pieno. Dentro c’è posto per tutto, dai momenti di grande esaltazione a quelli di disperazione; il film di Curtis ci dice proprio questo: tornare indietro nel tempo, fare tutte le scelte giuste non ci mette al riparo dalla sofferenza. Alla fine dobbiamo sforzarci di vivere a pieno, intensamente ogni istante: solo così, comunque vada a finire, ne sarà valsa sempre la pena.

Leggera, ma non troppo, Questione di tempo è una pellicola intelligente che, grazie al suo humor molto british, riesce a rimanere in equilibrio perfetto anche sul burrone della prevedibilità. D’altra parte Curtis è lo sceneggiatore di Quattro matrimoni e un funerale, Notting Hill e Il diario di Bridget Jones e il regista di Notting Hill, la sua ultima fatica non poteva che essere un piccolo gioiello!

La chicca? Le note di Into my arms di Nick Cave su una delle scene più romantiche del film. Per non parlare poi de Il mondo di Jimmy Fontana che fa da colonna sonora alla cerimonia e al party delle nozze di Tim il cui padre considera come una delle più belle canzoni di sempre.

Noi di Leonardo.it vi avvisiamo: occhio alle lacrime!

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