Arriva dal Sud America, non è un cereale, non contiene glutine, ha un alto potere nutritivo: sono queste le caratteristiche principali della quinoa, che gli Inca chiamavano madre di tutti i semi.

Nel nostro paese sta conoscendo grande fortuna negli ultimi tempi, sulla scia della crescita dell’alimentazione vegetariana e vegana (secondo un rapporto Eurispes nel 2014 i vegetariani erano 4,2 milioni contro i 3,7 milioni della rilevazione precedente, con un aumento del 15% in un anno; mentre le associazioni stimano cifre ben più elevate, 7 milioni, di cui 700 mila vegani).

La quinoa non può essere considerato un cereale vero e proprio. Pur essendo i semi di quinoa ricchi di amido (proprietà che la rende molto adatta a realizzare una farina), la pianta non fa parte delle graminacee e quindi non si tratta di un cereale, ma è classificata come pseudocereale.

I semi di quinoa sono celebri per le loro proprietà nutritive: per il 55% sono costituiti da carboidrati, per il 12% di proteine e il resto è costituito da lipidi, con una quantità elevata di acidi grassi polinsaturi (soprattutto l’acido linoleico). Presentano, inoltre, sali minerali, come ferro, magnesio, fosforo e calcio, oltre alla vitamina E, C e B2. Ogni 100 grammi di quinoa apportano circa 350 calorie.

È ricca di antiossidanti che riescono a combattere i danni che i radicali liberi causano in termini di invecchiamento cellulare. È, inoltre, particolarmente adatta per i celiaci, perché priva di glutine, perfetta sia per gli adulti sia per i bambini. La quinoa è alleata del sistema circolatorio, dell’intestino, dei muscoli ed è particolarmente energizzante. È ideale contro l’emicrania e si può inserire nelle diete ipocaloriche.

La quinoa si trova in tre varietà, dalle qualità nutritive molto simili: bianca, rossa e nera, e la preparazione dei semi è molto simile a quella del riso. Se ne consiglia un lavaggio accurato, perché le saponine potrebbero conferire al prodotto un gusto amarognolo. Dopodiché si cuoce in pentola con una quantità doppia d’acqua rispetto alla quinoa, a fuoco lento e per circa una ventina di minuti. La pietanza è pronta quando l’acqua sarà stata completamente assorbita, quindi si serve e si condisce a piacere. Tostare i semi prima della cottura permette di esaltarne il sapore.

La farina può essere impiegata per realizzare prodotti dolciari e da forno, tenendo però presente che ha uno scarso potere lievitante e quindi è ideale per croccanti biscotti, dal bassissimo contenuto di grassi e di zuccheri. È abbinata di frequente al miele.

Il consumo può provocare fenomeni di intolleranza, in presenza di allergie. La saponina potrebbe rivelarsi tossica se non si sciacqua bene. Inoltre, la quinoa è ricca di ossalati, per questo chi soffre di calcoli renali non dovrebbe mangiarne in maniera eccessiva. In ogni caso, si consiglia sempre il consiglio di un medico.