Quote rosa nei consigli di amministrazione per legge: la data che segna l’entrata in vigore della nuova normativa non è lontana, ma la maggior parte delle donne è tuttora esclusa dalle posizioni apicali nelle aziende.

Sulla carta, quindi, a partire dal 28 luglio 2012 le quote rosa nei CdA saranno per legge pari al 20%, ma nella realtà i dati confermano che siamo ancora molto lontani dal traguardo. Secondo le proiezioni realizzate dalla Fondazione Bellisario, infatti, i progressi delle imprese in questa direzione sono molto scarsi.

Cifre alla mano, monitorando 272 aziende quotate in borsa e destinatarie della nuova legge, si è potuto calcolare come la percentuale di posti da consigliere occupati dal sesso forte sia pari al 93,1 per cento, mentre solo 24 donne hanno ottenuto una cosiddetta “poltrona” a partire dall’inizio del 2011.

Tra le aziende che si sono portate avanti concedendo a una o più donne alte posizioni nei consigli di amministrazione, inoltre, quasi la metà rientra nella categoria delle imprese di famiglia. Questo aspetto è stato sottolineato da Lella Golfo, presidente della Fondazione Belisario.

«Significa che per le outsider entrare in un consiglio è ancora più difficile. Sono numeri che sottolineano quanto sia ancora difficile per le donne riuscire ad accedere a ruoli di riferimento in ambito economico. Ma un Paese che vuole essere competitivo non può rinunciare al 50% delle sue risorse umane e di conoscenza. Eppure la legge sulle quote rosa è già un passo avanti.»

Da questo ritratto emerge un solo dato positivo, che riguarda proprio le poche società quotate che presentano un numero considerevole di esponenti del sesso debole ai piani alti: tra i settori dove la componente femminile è maggiormente presente ci sono le nuove tecnologie, ambito lavorativo promettente e, stando anche alle ultime indagini, sempre più rosa.

Fonte: Tg 24