È ufficiale. Il Senato ha approvato il decreto legge sulle quote rosa nei consigli di amministrazione, con 203 voti a favore, 14 contrari e 33 astenuti. Una maggioranza cospicua, quindi, che sancisce una normativa fondamentale per il lavoro femminile.

Se attualmente la percentuale di donne nei CdA è uguale a circa il 6% del totale dei consiglieri, dal 2015 diventerà per legge pari a un terzo.

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L’approvazione del Ddl non è tuttavia avvenuta senza polemiche e pareri negativi, primo fra tutti quello del sottosegretario alla presidenza del Consiglio Carlo Giovanardi, il quale condanna soprattutto l’eventualità che le aziende non adempienti possano essere punite con sanzioni pecuniarie.

A poche ore dal voto arrivano già i primi commenti dei membri del governo: il ministro per le Pari Opportunità Mara Carfagna, infatti, ha sottolineato l’importanza di questa legge, che rappresenta un passo in avanti fondamentale verso la parità di genere, anche all’interno degli organi preposti all’amministrazione.

“Il testo approvato oggi è equilibrato, condiviso, bipartisan e consentirà un’accelerazione della presenza femminile nei settori chiave della società. Si tratta di una legge saggia, che non mina la libertà delle imprese, ma che anzi punta a una maggiore competitività del nostro mercato, attraverso un maggior coinvolgimento delle donne. Più volte mi sono detta contraria alle quote di genere intese come sterile automatismo ma questa legge permette finalmente di spalancare le porte della dirigenza di aziende e amministrazioni alle tante donne di talento che fino a oggi sono state escluse, consentirà di colmare il gap con gli altri Paesi europei. Sono convinta che anche coloro che nutrivano e continuano a nutrire legittime perplessità sul testo si ricrederanno dinanzi ai risultati che questa norma, un grande successo per tutte le donne italiane, potrà produrre”.