Il commissario Ue per la Giustizia Viviane Reding ha dato chiare direttive riguardo l’introduzione delle quote rosa nei consigli di amministrazione per legge, esortando le aziende a mettere per iscritto la volontà di inserire più donne nei CdA.

Un impegno ufficiale, quindi, che garantisca questo incremento al femminile ai vertici delle società fino al 30% entro il 2015, e fino al 40% entro il 2020.

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La Reding, tuttavia, precisa che una Commissione verificherà se ci saranno progressi a riguardo già nel marzo 2012, in occasione della festa della donna. Le aziende dovrebbero provvedere in modo autonomo a potenziare la presenza delle donne dei CdA, pena una sanzione stabilita dall’Ue.

“Aumentare la partecipazione delle donne nei consigli di amministrazione può rendere le aziende più proficue e innescare una crescita economica sostenibile. Per i prossimi 12 mesi si intende dare all’autoregolamentazione un’ultima possibilità. Vorrei che le aziende fossero più creative, in maniera tale che non lo debbano essere i regolatori. Il mio obiettivo è aumentare la presenza femminile nei consigli di amministrazione delle più grandi aziende europee al 30% entro il 2015 e al 40% entro il 2020″.

L’incremento delle quote rosa nei consigli di amministrazione è necessario per rilanciare l’economia, facendo crescere in modo considerevole gli utili delle società. È sempre la Reding a sottolineare come solo alcuni stati europei, come Norvegia, Spagna e Francia, stiano mettendo in atto disposizioni legislative, mentre altri paesi hanno proposto una sorta di autoregolamentazione.