Più quote rosa nell’alta funzione pubblica in Francia: entro il 2018 il 40 per cento delle cariche di prestigio nelle amministrazioni e nelle istituzioni statali saranno occupate da donne. Il Parlamento, infatti, ha approvato una legge che riconosce la partecipazione femminile alle cariche pubbliche.

La legge sulle quote rosa varata in Francia lo scorso 8 febbraio, inoltre, stabilisce un avvicinamento graduale ai parametri stabiliti con una presenza femminile nelle alte cariche statali pari al 20 per cento tra il 2013 e 2014, e al 30 per cento tra il 2015 e 2017.

Allo stato attuale, infatti solo il 10 per cento delle cariche dirigenziali nella pubblica amministrazione è occupato da donne, una situazione che necessita di uno sblocco anche per adeguare la legislazione alle norme già vigenti nel settore privato, dove esiste una regolamentazione relativa alle quote rosa nelle società quotate in borsa (saranno il 40 per cento entro il 2017).

La legge, votata quasi all’unanimità, prevede anche sanzioni salate per le amministrazioni che non rispetteranno i nuovi obiettivi: per il Ministro della Funzione Pubblica Francois Sauvadet si tratta di un provvedimento urgente e necessario per avviare una politica a favore del lavoro femminile anche in ambito pubblico.

«Abbattere il muro che impedisce ancora ora alle donne di accedere alle più alte responsabilità».

Com’è la situazione in Italia? La legge francese arriva solo a pochi giorni di distanza dallo scambio vivace di opinioni tra il Ministro Elsa Fornero e il sindaco di Roma Gianni Alemanno: per il Ministro del Lavoro, con delega alle Pari Opportunità, nella Giunta comunale della Capitale la rappresentanza femminile è troppo esigua, una situazione che riflette più in generale quanto avviene nel resto della penisola, con una media delle donne elette nei Consigli Comunali che non arriva al 12 per cento, e non oltrepassa il 18 per cento all’interno delle Giunte.

Fonte: Le Parisien