«Averla è facile. Chiedimi come». Così recita la spilla che le commesse della Rinascente di Firenze indossano per promuovere una carta fedeltà. Un doppio senso, uno dei tanti (tutti uguali) che tappezzano le città, le strade, e adesso pure le persone. Ma dalla politica cittadina arriva un altolà: è sessista.

Ha cominciato Maria Federica Giuliani (Pd), presidente della commissione comunale alle Pari Opportunita, che ha stigmatizzato questo slogan equivocabile – ed è fatto apposta – che strizza l’occhio al maschio alfa dal petto delle 80 commesse dipendenti della catena, senza considerare neppure gli altri tipi di clienti.

«Non bastano più i mega cartelloni pubblicitari con eloquenti messaggi a doppio e triplo senso, ora i cartelloni li incarnano direttamente le lavoratrici di un noto magazzino nel centro Unesco di Firenze e le frasi, sicuramente equivocabili, si appuntano su una spilla sopra la divisa, ovviamente comprata a proprie spese.»

La polemica è montata dopo che una di queste ragazze si è rifiutata di indossarla. E lo sdegno è decisamente bipartisan se anche dal terzo polo, all’opposizione a Firenze, sono arrivate le reprimenda.

Non condivide questa polemica la responsabile marketing della Rinascente (già, una donna…), che ha fatto notare come le spille sono diffuse in tutta Italia ma soltanto a Firenze si sono levati gli scudi. Per quale ragione? Sembra che lo spirito goliardico tipico dei fiorentini e dei toscani proprio non resista al messaggio della spilla, così che le ragazze della Rinascente devono continuamente respingere tentativi di approcci, raffiche di battute (sul cui gusto, anche se sono i pronipoti di Dante e Boccaccio, non ci sentiamo di garantire) e apprezzamenti oltre il limite.

Non bastava la vita dura di chi lavora in questi centri commerciali, a rischio lavoro nero dopo le liberalizzazioni. Siamo ancora alla vecchia ma sempre attuale questione della pubblicità ammiccante, dell’uso strumentale del corpo della donna – indifferente alla possibilità di lederne la dignità – che in Italia è diventata una vera pandemia culturale. L’allusione sessuale è davvero l’unica strada del marketing? Questi specialisti non riescono proprio a pensare ad altro? In altri paesi, come la Spagna, ci sono regole ferree che impediscono di scendere a questi livelli di scarsa creatività. Ma è il mercato a punire, prima di tutto, chi utilizza questi stratagemmi, quindi è ancora un problema culturale.

Fonte: FirenzeToday