Ancora una volta nella bufera Radio Maryja, la redazione polacca della nota emittente cattolica. Al centro delle accuse alcune dichiarazioni razziste e antisemite rilasciate durante le trasmissioni. Dura la critica espressa dal KRRiT, l’autorità pubblica che supervisiona le trasmissioni televisive e radiofoniche della Polonia.

Le frasi incriminate sono state rilasciate attraverso interviste a esponenti del mondo imprenditoriale polacco, chiaramente di posizioni molto vicine all’estrema destra. Non è la prima volta tuttavia che padre Tadeusz Rydzyk, direttore dell’emittente, riceve una lettera di richiamo dal Krajowa Rada Radiofonii i Telewizj. Imbarazzo del Vaticano, che nuovamente tenta di prendere le distanze da una simile condotta.

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Sempre più difficile perciò la posizione del Vaticano, che pur prendendo le distanze dall’emittente polacca, si trova a fare i conti anche con problemi nostrani. Anche la redazione italiana di Radio Maria ha scatenato accese polemiche nelle scorse settimane.

Le dichiarazioni che il professor Roberto De Mattei ha reso durante la trasmissione da lui condotta nei mesi scorsi hanno alimentato molte polemiche. Lo scienziato ha dapprima definito un dono del cielo lo tsunami in Giappone, affermando in seguito che l’impero romano fosse crollato a causa dei gay che avrebbero infettato quella civiltà.

Il Consiglio Nazionale delle Ricerche, di cui De Mattei è vice-presidente, manifesta apertamente il dissenso di fronte a tesi dichiaratamente omofobe come quelle dello scienziato, stranamente più orientato su tesi religiose che scientifiche. Non si è perciò fermato a quanto sopra citato.

Roberto De Mattei ha di recente affermato che Messina e Reggio Calabria furono colpite dal terremoto del 1908 perché due città atee e profane, “svelando” poi la sua personalissima verità sulla distruzione di Varsavia durante la seconda guerra mondiale. Il destino della capitale polacca sarebbe strettamente legato a una punizione divina, ricevuta a causa dell’eccessivo numero di aborti che si mettevano in atto in quel periodo nella città. Altre due tesi inconcepibili, che offendono le vittime e chi per loro ha sofferto.