Non è un problema di soldi né d’età. Anzi, per quello che si è detto sul rinvio prima della messa in onda del suo programma, Raffaella Carrà è davvero delusa e dispiaciuta, perché a suo dire non si tratta né di una questione di cachet, né di età, che peraltro non dimostra.

Secondo Raffaella Carrà, il programma non nasceva sotto i migliori auspici, dato che le lotte interne in casa Rai le avrebbero impedito di lavorare serenamente, che è la prerogativa fondamentale per il successo o l’insuccesso di una trasmissione televisiva.

La Carrà ha raccontato:

Smentisco categoricamente che la Rai non mi volesse. Così come posso assicurare che i soldi non c’entrano nulla. Sono stufa di sentire dire che è una questione di denaro. Semplicemente, dopo 40 anni di carriera, so come mi piace lavorare: con allegria ed entusiasmo e con un editore dietro che mi dà la carica. E invece, dopo le prime riunioni, abbiamo avuto chiaramente la sensazione che la situazione attuale della Rai non lo consentiva: sono in atto difficili battaglie, c’è una sorta di guerra interna che ci avrebbe impedito di lavorare serenamente. E così abbiamo preferito rimandare il progetto.

Ad attestare il suo scarso attaccamento al denaro, Raffaella ha persino raccontato di lavorare per 200 euro a puntata come autrice, per la terza serie di “Gran Concerto” su Rai 3, per il quale sta pensino pensando a uno speciale natalizio che crede si farà.

Inoltre, la Carrà ha spiegato come la Rai sia stata sempre molto accogliente verso di lei:

Voglio chiarire che inizialmente in Rai mi hanno accolto con grande entusiasmo. Sia noi che la Rai eravamo convinti che il progetto potesse essere sviluppato bene. Endemol è venuta a trovarmi anche in Spagna. L’idea, insomma, non ci dispiaceva per niente. Ma nelle riunioni successive abbiamo capito che nell’organizzazione c’era una situazione difficile, che ci avrebbe impedito di lavorare con serenità. E a me piace lavorare in un atmosfera costruttiva. Sennò preferisco rinunciare.

La trasmissione della Carrà doveva essere tratta da un format straniero, ovvero la versione italiana di “That’s your life“, un talk con al centro un unico personaggio invitato alla propria serata d’onore.