La donna simbolo della televisione italiana critica la TV su Flair. Raffaella Carrà rivaluta il mezzo radiofonico, proponendosi di tornarvici per lavorare dopo che le era stato offerto un talkshow non serale su Rai Due, per il quale non è stato più stanziato il budget. La regia sarebbe dovuta andare a Sergio Japino, per lungo tempo compagno della Carrà, ma soprattutto il regista dei suoi programmi più celebri.

Secondo Raffaella, gli approfondimenti di informazione sono molto interessanti, ma boccia la casta che c’è dietro a vallette e veline e anche il programma “Uomini e donne“:

Francamente, trovo la TV italiana un po’ tutta uguale: un circolo di venti persone che passano da Rai a Mediaset. Io guardo gli approfondimenti politici su Rai Due o, qualche volta, Porta a Porta. E seguo Report, stupendomi che certe inchieste dall’impatto fortissimo non provochino indignazione. […] Maria De Filippi fa bene “C’è posta per te” e “Amici”, ma il format di “Uomini e Donne” dovrebbe cestinarlo. […] Cosa devono fare queste le showgirl? Se studiano otto anni di danza, come me, o vanno a scuola di recitazione, poi trovano altre che, passando per letti o Grandi Fratelli vari, rubano loro il posto. Sono costrette a galleggiare su una superficie poco limpida.

Eppure Raffaella ha fatto scuola, possibile che nessuno riesca a prendere esempio? La Carrà, un’artista completa, fa parte di quella televisione del passato che si cerca oggi di rivalutare, una TV fatta, tra gli altri, di Lelio Luttazzi e di Corrado. Secondo l’artista, la sua personalità e la sua indipendenza politica fanno paura, per questo è diventata un problema anche per la TV.