Mario Balotelli e la richiesta dell’esame del DNA: interviene Francesco, fratello di Raffaella Fico. Non si tratta, però, di una di quelle scene tipiche dei film del Neorealismo ambientati in Sicilia, in cui un fratello cercava di difendere l’onore della propria sorella, possibilmente imbracciando una pistola e cercando di convincere a nozze riparatrici.

La storia della gravidanza di Raffaella Fico ha scatenato una dura reazione da parte di Mario Balotelli, che non ha esitato a parlare alla stampa della sua richiesta dell’esame di paternità. I due si erano lasciati ad aprile, ma mentre la Fico afferma che siano in realtà ancora innamorati, il calciatore ha smentito di essere stato contattato direttamente dalla soubrette e di aver appreso della gravidanza solo al quarto mese.

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Il fratello di Raffaella Fico, Francesco, ha dichiarato in un’intervista:

«Trovo vergognosa la richiesta dell’esame del DNA da parte di Balotelli. Hanno provato anche a farci cambiare idea sulla nascita del bimbo ma il nascituro verrà alla luce. Mario sa bene che il figlio è suo. Loro avevano un progetto. Il figlio è voluto. Soprattutto da Mario e ripeto: lo sa molto bene. Abbiamo ricevuto telefonate da parte di persone vicine a Balotelli per convincere Raffaella a non portare avanti la gravidanza. Richieste rispedite al mittente. Se avessi Balotelli qui davanti, gli direi: cresci e prenditi le tue responsabilità per fare il padre. Fallo per il bambino. Non ti chiedo di tornare con Raffaella. Non ho mai visto di buon occhio il fidanzamento tra Raffaella e Mario. Mia madre e io non siamo mai stati favorevoli a questa storia. L’ho accettata per amore di mia sorella. Ora basta. Chiedo il rispetto e il silenzio per una giovane ragazza che si appresta ad affrontare una gravidanza.»

Se dovesse essere vero quanto afferma Francesco, Mario Balotelli starebbe premendo per un’azione totalmente illegale, oltre che fortemente immorale. Non è giusto costringere una donna ad abortire: la libertà di scelta sancita dalla legge sull’aborto significa anche questo, che una donna non deve avere coercizioni a non partorire solo se lo desidera. Inoltre, la legge italiana sull’aborto prevede che l’interruzione di gravidanza avvenga entro i primi tre mesi dal concepimento, oltre è concessa solo se è in grave pericolo la vita del bambino o della madre.

Fonte: AGI.