Durante l’allattamento al seno, il problema delle ragadi è molto comune. Ovvero se il bambino si attacca, tira e ciuccia malamente, il capezzolo si può facilmente tagliare.

Dunque, la causa di questi taglietti è da ricercarsi in una buona qualità dell’attaccamento al seno, che ricordiamo avviene quando la lingua del bambino protrude fuori e realizza una specie di coppa; non deve fare schiocchi strani e deve muovere bene la mandibola fino all’orecchio. Se questo non accade, terminate la suzione e riattaccate al seno in modo corretto.

Sono molteplici i modi per curare le ragadi, anche se molte ostetriche consigliano prima di tutto di disinfettarle con delle sostanze di tipo naturali. Perfetta la tintura madre di Calendula: si diluiscono 20 gocce in mezzo bicchiere d’acqua e si fanno poi dei lavaggi sulla zona interessata. In alternativa, paracapezzoli di argento (gli ioni argento hanno una funzione cicatrizzante), gocce di latte da spremere sull’areola (il latte contiene anticorpi) o creme emollienti ricche di sostanze naturali dalle proprietà idratanti, protettive e lenitive, che possono prevenire le ragadi, dare sollievo ai capezzoli doloranti o lesi e reintegrare il normale stato della pelle. Non dimenticate che è anche importante indossare indumenti leggeri e traspiranti per mantenere il seno sempre asciutto.

Mentre la ragade guarisce, la mamma proporrà al bambino l’altra mammella, così da tenere almeno quella parte ben ammorbidita. Un seno che non è più ciucciato alla fine si ingorga e nasce un altro problema.

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