Lapidata dalla sua famiglia per aver sposato l’uomo che amava contro la volontà del padre. L’aggravante? La donna aspettava un bambino da tre mesi, una vittima innocente insieme alla sua mamma. Un’ennesima storia inconcepibile per noi Occidentali, ma purtroppo ancora praticata in paesi del Medioriente come il Pakistan dove, secondo la Commissione sui diritti umani, nel 2013 sarebbero state condannate a morte ben 869 donne.

“Questi crimini persistono a causa dell’impunità di cui godono gli assassini”, afferma in un rapporto la stessa Commissione ricordando che la legge pakistana permette ai familiari di perdonare i killer che spesso a loro volta sono membri della stessa famiglia della vittima, proprio come nel caso di Farzana Parveen, 25 anni, colpita a morte anche dal padre e dal fratello.

Il racconto dei presenti è a dir poco raccapricciante: “Il fratello ha prima aperto il fuoco con una pistola ma l’ha mancata. Lei ha provato a scappare ma è caduta”, racconta l’investigatore della polizia pakistana Rana Akhtar. “I parenti l’hanno presa e l’hanno colpita con dei mattoni fino a quando non ha esalato l’ultimo respiro“, ha aggiunto. Sull’episodio, ha fatto sapere il funzionario Mohammad Mushtaq, è stata aperta un’indagine.

(Foto by InfoPhoto)