Accoltellata e bruciata viva. E’ accaduto a Corigliano Calabro dove una quindicenne, Fabiana Luzzi, è stata uccisa dal suo fidanzato diciassettenne. Il racconto che lo stesso ragazzo depone alla polizia è terrificante: “Dopo averla cosparsa di benzina, le ho dato fuoco anche se mi implorava di non farlo”. La causa scatenante dell’ira funesta del ragazzetto sarebbe stata un negato rapporto sessuale: Fabiana non aveva più voglia di frequentarlo, d’accordo con suo padre sul fatto che quel giovane non era adatto a lei per le cattive amicizie che lo attorniavano.

L’ennesima ferita inferta al genere femminile, l’ennesimo macabro inutile gesto di violenza nei confronti di una vittima colpevole solo di non aver assecondato i desideri di un maschio incapace di controllare i suoi istinti primordiali, la sua bestialità che vien fuori per un rifiuto legittimo.

Recentemente l’associazione Amnesty International ha inserito l’Italia nella lista dei Paesi dove i diritti delle donne e la loro vita vengono calpestati e considerati equivalenti allo zero; subito prima di noi paesi come la Turchia, l’Iran, Afghanistan. Una classifica di cui c’è poco da andar fieri e che ha fatto interrogare gli psicologi sul perché di quanto quotidianamente accade.

Contrariamente a quanto dichiarano alcuni politici fanatici e molto vicini a teorie xenofobe, dal rapporto degli psicologi risulta che il 90% dei femminicidi avviene per mano di italiani su donne italiane e per futili motivi, come appunto la gelosia. Se, infatti, negli omicidi causati da stranieri, per lo più medio-orientali, la gelosia feroce è un qualcosa che deriva da forme della loro cultura, per un italiano che uccide per gelosia il discorso è più serio perché si tratta di uomini cresciuti in un clima di, a questo punto, dubbia intelligenza.

Vien da chiedersi il perché di cotanti efferati gesti: è qualcosa che ha a che vedere con una imbarazzante ignoranza? O si tratta di un senso di inferiorità maschile davanti a un essere ad ogni modo fragile, come può essere una donna? Ci auguriamo di non dover attendere i posteri per ricevere l’ardua sentenza…

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