Se c’è una cosa che odio è dover parlare per categorie. Nella mia personale utopia sogno un mondo in cui i giudizi, ammesso che tali si possano chiamare, non siano dati sulla base di una “classe”, ma bensì sulla base di ogni singolo individuo. Ok, finito il momento di filosofica assurdità, torno coi piedi per terra: ahimè, categorizzare è una delle attività preferite del genere umano. Forse, classificando le persone in gruppi distinti, l’essere umano si sente più sicuro. Ma questa è, come sempre, un’altra storia.

Dunque se vogliamo essere realisti, è inutile nascondere che le donne plus size siano considerate in qualche modo “diverse” dalla società. Anzi: da una ricerca di qualche tempo fa è emerso che le donne in sovrappeso vengono percepite in modo decisamente differente rispetto agli uomini nella stessa “condizione”. Questi ultimi possono essere visti come protettivi, importanti, o al massimo teneroni, orsacchiotti e via discorrendo. Per le donne oversize gli aggettivi sono ben diversi: brutta, grassona, inguardabile sono solo alcuni.

In tutto questo c’è anche un rognoso cane che si morde la coda: più la società isola un gruppo, più questo si sente messo da parte e in diritto di distinguersi, e più la società continua a ghettizzarlo. Una spirale infinita. Chi ha più colpa? Non sta a me stabilirlo. So soltanto che alcune categorie stabilite dall’uomo mi danno più fastidio di altre. Una è proprio quella delle donne plus size.

Su una rivista straniera, mi sono imbattuta in un articolo scritto da una donna in sovrappeso per le donne in sovrappeso: cinque regole per il dating “su misura” per i chili di troppo. Possibile che ci sia bisogno di un vademecum redatto appositamente per le donne plus size?!? La risposta è semplice: sì. Perchè quando non sei magra, ti abituano fin da piccola a pensare di essere “sbagliata”, di non aver diritto a essere guardata e di pensare l’amore romantico come un sogno irraggiungibile. E’ ora di sfrondare qualche mito e anche di smetterla di trovare scuse.

 

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